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La disgrafia e il suo recupero

disgrafia suo recupero

Esiste un disturbo legato alla difficoltà dello scrivere che è in costante aumento nelle scuole, i grafologi italiani in collaborazione con i colleghi soprattutto francesi, lo studiano e lo trattano da almeno 15 anni.

La DISGRAFIA si colloca tra i Disturbi Specifici dell’Apprendimento, abbreviato DSA, (Legge 8 ottobre 2010, n. 170): dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia. E’ una difficoltà grafomotoria che si presenta in assenza di deficit neurologici/intellettivi e riguarda l’incapacità di scrivere in modo corretto, chiaro e scorrevole, tra le sue caratteristiche una scrittura troppo lenta, faticosa o dolorosa, illeggibile, comunque non conforme all’età. Essa riguarda esclusivamente il grafismo, non le regole ortografiche e sintattiche proprie della disortografia, a cui comunque spesso si accompagna.

Molto meno conosciuta della più lampante dislessia miete innocenti vittime tacciate troppo spesso di svogliatezza e disimpegno. Da una recente ricerca su scala nazionale riguardante le classi quinte delle scuole primarie, emerge che sul 20% dei bambini disgrafici rilevati ne è stato segnalato solamente l’1%. E’ urgente fornire strumenti opportuni di riconoscimento, sia agli insegnanti sia ai genitori, con esempi di scritture e tratti caratteristici alla mano.

Questo disturbo se abbandonato a se stesso è destinato a peggiorare (S. Lena, 1999). I bambini che vengono segnalati dalla scuola e successivamente diagnosticati disgrafici vengono “sfortunatamente” accompagnati ad aggirare semplicemente il problema, con tutta probabilità l’ausilio del computer fomenterà intimamente il loro senso di sconfitta personale. E’invece opportuno tentare di riabilitare l’apprendimento della scrittura, così prezioso e profondamente legato allo sviluppo psico-cognitivo del bambino, il quale ha tutto il diritto di trovare nell’atto scrittorio la soddisfazione della padronanza, il piacere dello scrivere, e non la frustrazione della difficoltà.

Una scrittura semplice e funzionale va “educata” gradualmente e con attenzione. In Francia le ricerche e l’interesse per la neurofisiologia del gesto grafico e per la sua rieducazione, cui peraltro fa riferimento l’A.n.g.ri.s. (Associazione Nazionale Grafologi Rieducatori della Scrittura), prendono corpo già dal dopoguerra, tra i principali studiosi: Olivaux, De Ajuriaguerra, la Auzias e la De Gobineau. Non stupisce che nel 1985 nei “Programmes et Instructions Officielles “, i programmi ministeriali per intenderci, venga stabilito chiaramente il raggiungimento di livelli minimi per gli alunni e si affermi che la scrittura debba essere oggetto di attenzione costante da parte del maestro.

Nonostante la proverbiale competizione con i cugini d’oltralpe devo sottolineare che proprio nello stesso anno i nostri “nuovi” programmi ministeriali delle elementari trascuravano completamente l’aspetto dell’esecuzione manuale, cioè di un metodo per acquisire un’alfabetizzazione chiara, ordinata e leggibile, esaltando invece lo sviluppo meramente linguistico. Perciò attualmente nella nostra realtà scolastica molto dipende dalla conoscenza e dalla sensibilità del singolo insegnante, il quale si confronta con i serrati ritmi dei programmi scolastici e i personali ritmi di apprendimento degli alunni di classi sempre più eterogenee. Se non viene approfondita la conoscenza di questo DSA il giudizio rischia di limitarsi allo scarso impegno, alle astuzie di ogni genere per decodificare alcune scritture o alla resa finale con l’imposizione del solo modello stampato. In tutti i casi viene sottovalutata la difficoltà dell’alunno disgrafico non soddisfacendo i suoi bisogni reali.

L’abilità scrittoria, il cui apice troviamo nel modello corsivo, deve diventare un sereno automatismo che permetta di comunicare se stessi. Questo è infine lo scopo della Rieducazione della scrittura: recuperare questa funzionalità primaria attraverso specifiche tecniche, sia nei casi più gravi di disgrafia che nelle più leggere forme di difficoltà grafomotoria.

impugnatura scorretta disgrafia
Impugnatura disfunzionale
impugnatura corretta disgrafia
Impugnatura corretta

 

Dott.ssa Dialisa Salamone
Grafologa, Rieducatrice della scrittura dal 2003
info@disgrafia-verona.it

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Commenti (40)

  • Le nostre figlie di 7 e 5 anni tengono male la mattita. Conoscono la posizione giusta però sono abituate a tenerla male, anche perchè le maestre non dicono niente. E’ ormai da un anno che provo di fare cambiare posizione senza risultato.
    Penso che un corso di calligrafia potrebbe risolvere il problema,perchè la bambine sarebbero motivate da un’insegnate con autorità (non la Mamma) e da risultati belli da vedere.
    Esistono corsi di calligrafia a Brescia o in Francia Corta?
    Grazie in anticipo per la risposta.
    Florence

    • Buonasera,

      che io sappia non ci sono corsi di calligrafia a Brescia.
      Nel recupero della disgrafia spesso ci troviamo ad intervenire su postura e impugnatura scorrette, che causano inutili dolori e stanchezza, in alcuni casi impediscono proprio il controllo del gesto. Esiste una differenza sostanziale tra la nostra rieducazione e l’insegnamento della calligrafia: lo scopo finale per noi è ripristinare la funzionalità della scrittura fluida, SPONTANEA, rappresentativa cioè di chi scrive; la studio della calligrafia invece è uno studio tecnico della FORMA, fedele ai vari modelli, anche quelli antichi.
      Fa bene a desiderare che venga corretta l’impugnatura delle sue bimbe, è un percorso che richiede pazienza e un allenamento specifico. Se hanno una buona motivazione come accennava, è praticamente metà della strada per la riuscita!

  • Le insegnanti della scuola Dante Alighieri di Brescia, mi dicono che un bambino disgrafico deve essere seguito da un insegnante di sostegno, non essendo loro in grado di seguire questi bambini disgrafici, non avendo, a loro dire, le competenze necessarie.
    L’Asl di Brescia segue questi bambini con lentezza di anni prima di essere chiamati per esercizi logopedici e altro… quindi le mamme restano, come sempre, sole a dover gestire il problema.
    Dottoressa, Lei cosa ne pensa? Le insegnanti titolari dovrebbero insegnare bene la scrittura o laversene le mani come fanno? Grazie mille.
    Una mamma con bambino di 5° elementare disgrafico e profondamente deluso e demotivato …

    • Mi rammarico sempre moltissimo quando incontro bambini pieni di potenzialità demotivati e col rifiuto della scuola. I genitori, soprattutto le mamme, di fronte alla difficoltà inascoltata del figlio hanno un senso d’impotenza inaccettabile.

      E’ innegabile, purtroppo attualmente in Italia si registra un grave vuoto riguardo la cura della disgrafia. Personalmente ho tenuto una conferenza in un centro di riferimento, in quell’occasione ho constatato direttamente il carico di lavoro assurdo che le strutture pubbliche hanno, oltre alla mancanza di una competenza specifica sulla “qualità del tratto” di una scrittura, che dona preziosissimi input riguardo al percorso migliore da seguire per riabilitare. Queste strutture non riconoscono ancora come “scientifico” il lavoro del rieducatore della scrittura, alcune addirittura ignorano l’esistenza di un possibile percorso di recupero. L’Angris si è attivata con un lavoro su scala nazionale per fornire loro le risposte necessarie.

      Riguardo all’atteggiamento delle insegnanti da Lei constatato, Le assicuro che non possiedono gli strumenti necessari per far fronte a questo disturbo. E’ vero che come in tutti i lavori troviamo persone più o meno appassionate, ma è anche vero che le loro direttive (i programmi Ministeriali) pongono tanta attenzione alla lettura e all’apprendimento scritto delle singole lettere, molta meno ai vari collegamenti tra le lettere in corsivo, per esempio, alla postura e all’impugnatura.

      La mia idea è che bisognerebbe lavorare bene sulla prevenzione per stimolare i pre-requisiti necessari all’apprendimento della scrittura. Le istituzioni dovrebbero fornire maggiore supporto alle famiglie e le figure che si occupano di questo disturbo dovrebbero aprirsi ad un maggiore dialogo con noi grafologi rieducatori della scrittura, per la nostra specificità e soprattutto per il bene dei bambini.

    • No, un bambino con disgrafia non deve essere seguito da un insegnante di sostegno. Non essendo alunno con disabilità non rientra nella legge-104/92. La normativa che regolamenta il riconoscimento e la gestione degli alunni con D.S.A è la 170/2010

      • Laura Lorenzini

        Gentile Daniela,
        grazie della precisazione e della conferma. Vero è, come anche scrivo nell’articolo, i bambini con DSA sono tutelati dalla L. 170/2010.
        Approfitto del commento per approfondire l’argomento sostegno; inizialmente il tema era confuso, alcuni presupponevano che la legge sui DSA fosse una pendice della legge sulla disabilità. In realtà è presto stato chiarito che i DSA hanno una loro specificità che non prevede la preziosa figura dell’insegnante di sostegno. Il sostegno è richiedibile in presenza o compresenza di alunni con minorazioni fisiche/sensoriali/psichiche.
        Per definizione chi ha invece deficit in una o più abilità specifiche (lettura, ortografia, scrittura, calcolo) è un soggetto necessariamente con QI come minimo nella norma, “…con capacità cognitive adeguate, in assenza di patologie neurologiche o di deficit sensoriali–” (L. 170). Altrimenti, se ci fosse comorbidità con altri tipi di fragilità, il caso non rientrerebbe nei Disturbi Specifici dell’Apprendimento.
        Tuttavia il DPR n. 970 del 31/10/75 all’art. 9 dice che: “… Il personale docente di cui al precedente comma può essere assegnato a scuole normali per interventi individualizzati di natura integrativa in favore della generalità degli alunni, ed in particolare di quelli che presentino specifiche difficoltà di apprendimento”. Quindi non ad esclusivo appannaggio del singolo alunno disabile.
        Di fatto alla domanda se gli alunni con DSA abbiano o meno diritto al sostegno bisogna rispondere negativamente, sono loro assegnate misure dispensative e strumenti compensativi per raggiungere in maniera differente gli stessi obiettivi didattici della classe.
        Il Consiglio Nazionale Ordine degli Psicologi nel febbraio del 2016, all’interno del documento “i DSA e gli altri BES”, al punto 3.3 precisa che: “… E’ possibile che alcuni alunni con DSA abbiano diritto all’insegnante di sostegno sulla classe, in virtù della comorbidità con altri disturbi e di un quadro funzionale particolarmente grave. In tali casi il riferimento normativo non è più la L.170/2010, bensì la L.104/1992…”. Ma in questo caso non si parla più solo di DSA
        Cordialmente
        dott.ssa Dialisa Salamone

  • Buonasera,
    Le scrivo perchè volevo avere un consiglio. Mio figlio di 6 anni fa molto fatica a scrivere pur avendo già acquisito una buona capacità di lettura.
    Questa forma di disgrafia oltre che nella scrittura si estende anche al disegno. Non disegna e colora volentieri e si vede chiaramente che il risultato finale è molto inferiore rispetto ai suoi pari età. Dietro a questi aspetti poi ci sono ripercussioni sull’autostima. Volevo avere indicazioni su come muovermi ed eventualmente a cosa fare in una situazione come questa. Grazie

  • Buonasera a Lei,
    a 6 anni non possiamo ancora parlare di disgrafia, in teoria dovremmo aspettare gli 8 anni, possiamo parlare invece di difficoltà grafomotoria. Gli studiosi dividono in modo chiaro le tappe di apprendimento della scrittura, ma a parte le questioni meramente teoriche, se nota in modo così chiaro una difficoltà in questo senso bisognerebbe capirne possibilmente la causa. Per essere più precisa Le chiederei ulteriori informazioni e sicuramente dovrei vedere scrittura e disegni, se lo ritiene opportuno può contattarmi al n. 346-3238571.
    L’autostima è un aspetto delicato in presenza di una difficoltà simile, ed è la prima a rinvigorirsi vedendo pian piano superati alcuni scogli. Nella mia esperienza parliamo sempre di bambini intelligentissimi, curiosi, con un senso spiccato dell’ironia.. e con il desiderio di “far bene”.

  • Sono mamma di un bambino di 8 anni, le insegnanti hanno dei dubbi che sia dislessico o disgrafico .
    Oggi ho scoperto che è ambidestro,causato dalla sua insegnante dell’ asilo, che non voleva che colorasse con la mano sinistra, mettendolo addirittura in punizione se la utilizzava.Io notavo un forte disagio nel bambino ma non mi ha mai parlato di questo,io vedevo che impugnava a volte i colori con la sinistra intorno ai tre anni, ma pensavo che si stesse stabilizzando (in famiglia anche mio marito è ambidestro perchè imposto) e noi non avemmo mai voluto costringerlo ad utilizzare la destra.Sto aspettando che mi chiami l’ asl per fare i test.
    Devo nel frattempo avvisare le insegnanti che mio figlio è ambidestro…mi sembra che tutti si passano la palla ma nessuno mi da soluzioni

  • Buongiorno, correggere un mancino (se di questo stiamo parlando) provoca problemi al processo di lateralizzazione, questo incide negativamente per esempio sull’abilità dello scrivere. Un bambino dislessico quasi sempre è anche disgrafico, ma non è vero il contrario. La disgrafia ha caratteristiche sue proprie.. Per dislessia e disortografia Le servirebbe un logopedista.
    Sicuramente è importante che avverta le insegnanti, ma nel frattempo Le proporrei un incontro per approfondire un attimo la situazione. Il primo appuntamento è conoscitivo, non ha alcun costo, ma è importante che mi porti i quaderni preferibilmente di italiano, meglio dall’ultima delle materne, per ogni classe fino a quello attuale. Il mio numero è 346-3238571, indicativamente ricevo alla Mandolossa ogni martedì pomeriggio.

  • Buongiorno, mia figlia ha appena compiuto 6 anni e dato che a settembre frequenterà la scuola primaria, volevo chiederLe di sciogliermi un dubbio in merito all’utilizzo della mano sinistra e destra nel disegno e nella scrittura.
    A lei piace tantissimo disegnare e sa già scrivere e leggere, ma la cosa strana è che impugna le matite indifferentemente con la mano sinistra e con quella destra: più volte le ho chiesto di utilizzare sempre la stessa, ma lei inizia a colorare o scrivere con una e poi prosegue con l’altra dopo un pò, quando dice che si stanca.
    Non voglio sforzarla nell’usare solo la destra o solo la sinistra, ma mi sembra corretto che venga utilizzata sempre la stessa, soprattutto visto che la scuola primaria è vicina e non vorrei avesse delle difficoltà dopo.
    Ci sono dei problemi secondo Lei nell’usare entrambi le mani? A quest’età non dovrebbe già preferire una mano piuttosto che l’altra?
    Secondo la sua insegnante, “non è una cosa negativa, anzi essere ambidestri denota una propensione alla creatività”, ma non ne sono convinta…….
    Grazie mille per l’attenzione!

    • Buonasera, perdoni il ritardo con cui Le rispondo.
      Prediligere una mano piuttosto che l’altra fa parte del processo di lateralizzazione, importantissimo e direttamente condizionato dalla dominanza emisferica cerebrale. Il processo di specializzazione emisferica dovrebbe definirsi e stabilizzarsi attorno ai 6-7 anni circa, fino ad allora i bambini devono essere liberi di sperimentare. Dico “dovrebbe” perché in rieducazione trovo spesso lateralità incrociate o incerte, anche a 8 anni. I tempi sono soggettivi e la scelta della mano deve arrivare spontaneamente, forzarla può causare seri problemi. Mi sento di rassicurarLa: essere ambidestro, se il tratto non perde di qualità e chiarezza, non è da considerarsi negativo.
      Per approfondire:
      la lateralizzazione si evidenzia per la mano, il piede, l’occhio, l’orecchio e l’emi-soma. Come sappiamo l’emisfero sinistro controlla i movimenti e la sensibilità della parte destra del corpo e viceversa, quindi una specializzazione dell’emisfero sinistro dovrebbe in teoria portare, per esempio, a scrivere e disegnare con la mano destra.
      In realtà i due emisferi interagiscono armonicamente permettendoci di essere ciò che siamo, nella nostra individualità. All’
      emisfero sinistro sarebbe attribuito il pensiero logico-razionale, mentre all’emisfero destro il pensiero creativo ed artistico. Per questo motivo un mancino, ad esempio, può avere più facilmente problemi nell’orientamento spaziale, ma è altrettanto noto che può essere più facilmente dotato di una spiccata creatività.

  • Sono la mamma di una bimba di 10 anni che frequenta la 5° elementare, le insegnanti hanno il dubbio che possa essere disgrafica e/o disortografica. Effettivamente scrive spesso piuttosto male, in modo disordinato e con parecchi errori ortografici, ma in alcune occasioni se particolarmente motivata o stimolata riesce a scrivere bene tanto che le pagine non sembrano essere state scritte da lei. Per quanto riguarda gli errori ortografici riesce a riconoscerli quasi tutti se le si fa correggere il proprio lavoro. Secondo lei è possibile che sia realmente disgrafica, oppure è semplicemente disordinata e svogliata? Come è meglio procedere? Visita da grafologo e logopedista? Oppure il fatto che il problema è intermittente non è imputabile ad un reale disturbo?

    • Buonasera,
      la disgrafia ha caratteristiche specifiche, può essere legata all’illeggibilità, alla lentezza e alla fatica, alle disomogeneità che rendono disarmonico lo scritto ed evidenziano anche all’occhio meno esperto un campanello d’allarme. Il confine tra svogliatezza e difficoltà grafomotoria è una questione delicata, come la consapevolezza che la “brutta scrittura” può essere semplicemente una richiesta di attenzione.
      Per rispondere con cognizione di causa dovrei vedere diversi saggi della scrittura della Sua bimba, e verificare quanta energia e attenzione le richiede la “bella scrittura”, quanto la rallenta nell’esecuzione. La disgrafia non implica la possibilità per il soggetto di migliorare con leggerezza le sue produzioni grafiche, la difficoltà grafomotoria può invece essere compensata in alcuni aspetti.
      Il contesto per esempio casalingo, avendo tutto il tempo a disposizione per completare l’esecuzione al meglio con un supporto rassicurante, non può essere paragonato al contesto scolastico dove le richieste e i tempi sono ben diversi. In questo senso è importante che la scrittura sia automatizzata al meglio per essere funzionale sempre, in modo da privilegiare i processi di apprendimento.
      L’approccio per la verifica della situazione può ottenerlo in diversi modi: tramite la segnalazione delle maestre che inviano alle ASL(così può ottenere eventualmente la certificazione DSA utile per gli strumenti compensativi e dispensativi a scuola); visita privata dal neuropsichiatra infantile o da uno psicologo per un quadro generale della situazione; visita specifica per la valutazione del livello grafomotorio e per la pianificazione del suo recupero dal grafologo.

  • Rossi Jessica

    Buonasera dottoressa,
    con molta rabbia dentro oggi ho avuto la diagnosi che mio figlio di 14 anni e 9 mesi è disgrafico. Rabbia perchè ce ne siamo accorti tardi. Rabbia perchè tanti insegnanti invece di aiutarlo l’hanno umiliato nel corso degli studi. Rabbia perchè anche noi genitori specie dopo essere stati a colloquio con gli insegnanti l’abbiamo ripreso in malo modo per il suo disordine che sembrava menefreghismo nei confronti della scuola.

    Ora le chiedo, all’età di mio figlio, cosa si può fare? Tenga presente che ha un perenne rifiuto di tutto ciò che è scuola. solo da quest’anno in una scuola professionale in cui la richiesta di prestazioni è molto inferiore rispetto al passato ,si sta rasserenando.

    Grazie buona serata

    • Buonasera,

      capisco la rabbia, ma in passato Lei – come molti altri – non ha avuto le informazioni necessarie per interpretare la situazione in modo diverso. Adesso le cose stanno cambiando in senso ampio e finalmente possiamo sperare che si lavori sempre più sulla prevenzione e non sulla cura. La rieducazione della scrittura non ha limiti di età, ovviamente lo scoraggiamento e il rifiuto non aiutano, ma non sono nemmeno degli ostacoli insormontabili. Di solito le graduali piccole conquiste lungo il percorso rincuorano, di conseguenza la motivazione a migliorare cresce, come anche la fondamentale fiducia nella POSSIBILITA’ di cambiare la situazione.
      Avere una certificazione adesso di certo non cancella la sofferenza e le delusioni scolastiche, però da un senso.. l’errore è stato del “sistema”, non del ragazzo o di voi genitori.

      • Rossi Jessica

        Grazie per la sua risposta.
        Mi permetto di chiederle ancora una cosa:

        Mi sa indicare a Brescia dove posso trovare aiuto per mio figlio?

        Per evitare che il sistema scolastico ancora una volta non aiuti mio figlio, cosa devo sapere e dove posso rivolgermi per conoscere i diritti di mio figlio? grazie ancora per la sua gentilezza e professionalità.

        • Buonasera, mi chiami al 346-3238571 così può spiegarmi meglio e se posso l’aiuto a trovare le informazioni che cerca. Immagino che la diagnosi allora non sia arrivata tramite la segnalazione delle insegnanti… Alcune scuole hanno i referenti per i DSA, potrebbe chiedere informazioni in segreteria.
          Come Angris (Associazione Nazionale Grafologi Rieducatori della Scrittura) siamo disponibili a tenere conferenze gratuite e sportelli nelle scuole per sensibilizzare sull’argomento. Personalmente sono a Brescia in località Mandolossa una volta alla settimana su appuntamento, al telefono può chiamarmi quando vuole.

          • Rossi Jessica

            Grazie la chiamerò appena avrò la documentazione scritta dall’asl che ha visto mio figlio(mi hanno detto due settimane circa)!

            Grazie ancora,buon lavoro!

  • cristina paglialonga

    Buonasera dottoressa,
    le chiedo informazioni per mio figlio che ha oggi 7 anni e 4 mesi e frequenta la seconda elementare. Un mese fa dietro indicazioni delle maestre siamo andati in un centro psicopedagogico per una valutazione di disgrafia ed emerso che il bambino ha in effetti una disgrafia visuospaziale dovuta principalmente a difficoltà motoria e di coordinazione occhio mano. Con il centro abbiamo concordato sedute due volte a settimana con la psicomotricista e e pedagogista . Ho dei dubbi ,però poichè continuano a ripetermi che il recupero dipende dal bambino e che poi non è così importante dato che c’è sempre lo stampato. Premettendo che il bambino è collaborante ed è abbastanza sveglio mi chiedo, dato che la disgrafia sia è stata individuata presto, quale possa essere la prognosi? mi sono sembrate troppo pessimiste . lei che ne pensa ? Inoltre dato che ho consultato il vostro sito vorrei sapere se il vostro modo di lavorare è simile a quello psicopedagogico ? I due approcci hanno degli aspetti in comune?
    grazie buona sera

  • Buongiorno signora,

    scusi se Le rispondo soltanto adesso. Il nostro metodo è un insieme di tecniche adatte sia alle diverse caratteristiche individuali, sia alle più svariate sfumature di difficoltà che ci possono essere. Un buon lavoro di recupero si basa su un buon lavoro di individuazione di queste ultime, inoltre è necessario divenire un punto di rinforzo inossidabile per infondere la fiducia che la situazione può migliorare. Il lavoro è di squadra, noi specialisti, i genitori e la motivazione del bambino/ragazzo che cresce man mano, vedendo i risultati. Il nostro approccio differisce dagli altri per l’oggetto primario di studio: noi grafologi dell’età evolutiva siamo in grado di costruire un percorso perché conosciamo perfettamente l’evoluzione grafo-motoria, e possiamo VERIFICARE i miglioramenti effettivi della SCRITTURA per impostare gli steps successivi. Non conosco nel dettaglio i metodi dei colleghi pedagogisti e psicomotricisti, ma so per certo che alcune tecniche si somigliano: il rilassamento, l’abbinamento della musica e del ritmo alla traccia grafica, le forme pre-scrittorie, e altro.

  • Buonasera dottoressa,
    Volevo chiederle delle informazioni sul mio bambino che ha finito proprio oggi la prima elementare con grosse difficoltà. Lui fin dalla scuola materna non disegnava mai e si stancava subito nella coloritura.
    Con l’inizio della scuola è iniziato il calvario, prime pagine di prescritture un ora per paginetta.Lo sto portando dalla logopedista e sta migliorando per quanto riguarda il riconoscere i suoni.Mentre per quanto riguarda la scrittura ancora il tratto non deciso una lettera grande una piccola, poi scrive tutte le parole attaccate e dovevo mettere sul quaderno un segno rosso dove lui doveva iniziare a scrivere.La neuropsichiatra ha detto che ha avuto una leggera emiparesi sull’emisfero sinistro probabilmente quando è nato ed è astigmatico nell’occhietto sinistro. Volevo chiederle se c’è qualche rimedio e qualche suggerimento per aiutarlo visto che bisogna aspettare la seconda elementare per dichiararlo dislessico.

    • dialisa salamone

      Buonasera,

      si per la diagnosi dovrete aspettare la fine della seconda elementare. In generale i Disturbi Specifici dell’Apprendimento si possono definire tali in assenza di deficit intellettivi e neuronali, non so l’emiparesi come verrà considerata in sede di diagnosi.
      Sarebbe necessario, per darle delle indicazioni, vedere che evoluzione grafo-motoria ha avuto finora, ma in linea di massima posso anticiparle che fare poca esperienza e sperimentazione coi disegni alla materna, di norma non è d’aiuto per l’apprendimento della scrittura.
      Non posso aiutarla per la dislessia non è mia competenza, ma se il bambino sta migliorando con il lavoro della logopedista vuol dire che ha delle potenzialità da sviluppare.

  • Buonasera D.ssa,

    mi scuso se la disturbo ma vorrei chiederle un parere in merito alla segnalazione ricevuta dalle maestre per mio figlio di 6 in prima elementare, appena iniziata.
    Mi dicono che il bambino sembra presentare difficoltà (ma non ne sono sicure) nella gestione “della spazialità del foglio” senza però darmi altri indizi.
    LE premetto che mio figlio è fortemente astigmatico (ipermetrope) e anche mancino, legge e scrive diciamo pure abbastanza fluentemente da circa un anno e mezzo comprendendo bene il senso delle parole.
    Insomma mai avrei immaginato questo tipo di problema e la prima reazione è stata di portarlo dal pediatra per un consiglio e prossimamente dall’oculista per un controllo per verificare un possibile abbassamento ulteriore della vista.
    Il pediatra dopo dei test diciamo banali però mi avrebbe già sconsigliato di procedere per la visita dall’NPI.
    Personalmente non ho problemi nel farlo se questo può prevenire difficoltà future o agevolare l’apprendimento a scuola. I quaderni del bambino sono generalmente ordinati e la scrittura non è così distorta o complessa come invece ho visto su Internet per questi casi, inoltre il bambino ama copiare le immagini dalle riviste o dai libri e riprodurle fedelmente, non ha problemi nell’orientarsi nello spazio e nel tempo.
    Spero di averle dato le informazioni più dettagliate possibile.

    Lei cosa mi consiglierebbe?

    Lei ha lo studio a Roma?

    La ringrazio e saluto,
    Paola

  • Buonasera sig.ra Paola,

    Le ho risposto due giorni dopo il suo post…. mi accorgo solo ora che il sistema non ha caricato il mio messaggio..

    Riassumendo la mia risposta, Le consiglio di prendere appuntamento con un/a grafologo/a rieducatore/trice della scrittura cercando a Roma il più vicino a Lei (può consultare il sito http://www.angris. it), per le dovute verifiche. Io ricevo a Brescia e Verona.
    E’ prassi lasciare il tempo ai bimbi di sviluppare i pre-requisiti e non procedere alle dovute verifiche fino alla fine della seconda elementare, verso gli 8 anni insomma.
    Ma per quanto riguarda i “campanelli di allarme” già visibili a 5 anni, non è mai tempo perso valutare degli incontri di prevenzione, nel caso emerga necessità di “allenamento”.
    Per qualsiasi ulteriore informazione non esiti a contattarmi anche telefonicamente (346-3238571), mi scuso del disguido nella risposta!!
    D.S.

  • Salve sono un insegnante di scuola primaria e attulmente insegno italiano in una 4 elementare. Tra i miei alunni ho un bambino disgrafico e demotivato, dopo molte insistenze da parte di noi docenti i genitori si sono attivati e hanno portato il loro figlio a visita; la diagnosi è DSA anche se a noi i genitori hanno parlato solo di carenza di autostima. La diagnosi non l’hanno voluta dare ma in compenso ci hanno organizzato una tavola rotonda con la logopedista e il foniatra per delineare il PES.Sinceramente la cosa non ci è molto piaciuta perchè crediamo che dovrebbe essere il centro a venire a scuola e non viceversa ma comunque per il bene del bambino facciamo anche questo piccolo sforzo. A questo punto le vorrei chiedere come possiamo noi docenti aiutare questo bambino considerando che è inserito in una classe con altri problemi anche di disciplina! Premetto che il bambino non presenta difficoltà nella lettura e neanche nell’esposizione orale!

    • Buonasera maestra Rosa,

      chiedo scusa leggo solo ora il Suo messaggio non mi è arrivata alcuna notifica!
      E’ possibilissimo che il bambino presenti anche problemi di autostima, ma la difficoltà di scrivere di per sè deve essere prima di tutto accettata ed elaborata dai genitori, le figure di riferimento del bambino. Qualora ci sia una negazione, parlo unicamente per esperienza personale e professionale, non è possibile pensare ad un’evoluzione costruttiva della situazione. Tra l’altro questi bambini spesso sono particolarmente sensibili e intelligenti.
      La disgrafia come le difficoltà grafomotorie più lievi, può essere recuperata unicamente con un percorso grafologico mirato e incontri individuali. Purtroppo non ci sono indicazioni veramente utili ed adattabili alla realtà scolastica, così eterogenea e densa di altri contenuti. Bisognerebbe affrontare il complesso discorso della prevenzione, in questo senso ci sarebbe invece moltissimo da fare, soprattutto alle materne.
      Ovviamente sarei curiosa di sapere come sta evolvendo la situazione e mi rendo comunque disponibile per altri chiarimenti. Può visitare il mio sito http://www.disgrafia-verona.it, scrivermi ad info@disgrafia-verona.it oppure chiamarmi al numero 346-3238571.
      Mi scuso ancora per il ritardo nella risposta.

  • Salve, mi chiamo Simona, mio figlio di 6 anni che ha iniziato la 1 elementare quest’anno, non sapeva ne leggere ne scrivere, ma solo scrivere il suo nome in stampatello e conosceva quasi tutte le lettere sempre in stampatello maiuscolo.
    All’inizio della scuola finchè c’era da copiare in stampato maiuscolo dalla lavagna ci riusciva però a volte non lasciava un quadretto tra una parola e l’altra,altre volte nel ricopiare parole (forse distraendosi) ripartiva se c’era una medesima lettera uguale, dalla parola della fila successiva.
    Il problema è subentrato quando la maestra ho imposto la stampato minuscolo, ad oggi lui si ostina a copiare tutto di seguito e a volte a rifare lo stesso errore di saltare alla riga successiva se vi è una lettera uguale, sbagliando le parole.
    Tra l’altro ho provato innumerevoli volte a correggergli le lettere ma lui mi risponde chiaramente di farle a modo suo.
    Il corsivo, con accorgimenti a suo fianco, riesce a scrivere le parole, ma da solo trova molta difficoltà, nella dimensione e nell’aggancio tra lettera e lettera.
    Inoltre la maestra, le traccia enormi righe rosse di traverso sul testo in stampato minuscolo facendogli rifare il tutto e lui di questa situazione ne soffre.
    Le riscrive il testo sul quaderno in stampatello maiuscolo lasciando la riga per ricopiare e lui ricopia perfettamente con lettere precise e senza errori, lasciando anche lo spazio tra una parola e l’altra.
    Premetto che non avevo dubbi su mio figlio, avendone altri quattro, lo ritenevo sveglio e mai avrei pensato di avere un problema così grosso che mi è capitato come un fulmine a ciel sereno. Le lettere le riconosce perfettamente e sta imparando a leggere.
    Matteo, questo il suo nome,anche prima di iniziare la scuola, comunque non ha mai dimostrato un suo interesse a colorare o scrivere, ma ha sempre predominato il gioco. Tra l’altro non sapeva ancora bene impugnare la matita e a tutt’oggi tiene l’impugnatura completamante scorretta. In attesa di avere un incontro con la logopedista per marzo, cosa posso fare da mamma? E’ giusto sospendere il corsivo? Saluti Simona

    • Buongiorno,

      colgo l’occasione per chiedere cortesemente di nuovo ai nuovi amministratori del sito di riattivare le notifiche dei commenti su questo articolo. Mi rendo disponibile per redarre un nuovo articolo sulla prevenzione e per organizzare un incontro aperto a tutti con BresciaBimbi su questo tema, nel caso fosse di interesse.

      Gentile Simona, marzo ormai è quasi finito immagino abbia già avuto l’incontro con la logopedista. Tutto lascerebbe pensare in primis ad una difficoltà di orientamento e organizzazione spazio-temporale… è possibile avere aggiornamenti? Le avrei risposto già a febbraio di sospendere il corsivo, chiedere alla maestra di esonerare Matteo dallo stampato minuscolo (che peraltro noi sconsigliamo caldamente) e possibilmente di non “mortificare” il bambino rispetto a questa difficoltà, senz’altro avrà interpretato come disimpegno… facilmente purtroppo succede così. Il poco allenamento sulle attività fino-motorie in tenera età spesso prelude una maggiore difficoltà nell’imparare a scrivere, ma i pre-requisiti necessari sono anche altri, bisognerebbe approfondire il caso. La prima e la seconda classe lasciano più margine di recupero, dalla terza classe in poi i ritmi invece cambiano inesorabilmente.

  • Cara dottoressa volevo un consiglio riguardo mio figlio di quasi 7 anni. andai a scuola x la chiusura del primo quadrimestre e la sua maestra di italiano mi disse che il bambino forse era dislessico perché e lento a scrivere e poi la sua grafia non molto leggibile. lei cosa mi consiglia di fare?

    • Buongiorno,

      se la difficoltà riscontrata dalla maestra è riferibile solo alla scrittura esecutiva, allora possiamo semmai pensare ad una difficoltà grafo-motoria. La disgrafia è diagnosticabile dagli 8 anni (la dislessia riguarda invece le difficoltà di lettura), ma senz’altro è possibile riconoscerne i tratti predittori già dall’ultimo anno delle materne.
      Il consiglio è sicuramente di verificare se ci sono in atto modalità disfunzionali, che nella fase di prevenzione è possibile correggere più facilmente.
      Purtroppo se col tempo queste modalità si consolidano, come spesso accade, la scrittura potrebbe non evolvere nelle sue tappe fondamentali e bloccarsi.
      Bisognerebbe anche verificare se si tratta di un peggioramento recente o se questa maestra, di cui lodo l’attenzione sul tema, ha sempre notato questo tipo di difficoltà nella scrittura del bimbo..

  • Buonasera mio figlio ha 6 anni e 3mesi da quando ha iniziato la scuola è sempre indietro , con la lettura ha migliorato ma a scrivere un dettato sono dolori . Scrive le parole attaccate e nn riesce a distinguere dove vanno le doppie dopo sollecitato riesce a individuare l’errore,Ma vuole la conferma che sia giusto. L’insegnante dice che nn riesce a concentrarsi e l’ho portato dalla pedagogista e stiamo facendo delle sedute ,ma sinceramente nn so se è stata la scelta giusta ,premetto che è un bambino sveglio e troppo vivace . Potrebbe darmi un suo consiglio gentilmente? La ringrazio anticipatamente.

    • Laura Lorenzini

      Gentile signora, capisco le sue preoccupazioni e sono dell’idea di tenere monitorata la situazione. La mia competenza riguarda esclusivamente l’aspetto esecutivo della scrittura, ma mi sentirei lo stesso di consigliarle di aspettare che la pedagogista concluda il suo lavoro. Solo successivamente lo sottoporrei ad una visita neuropsichiatrica. Le caratteristiche che segnala di vivacità e di poca concentrazione del bimbo ovviamente non ne aiutano l’apprendimento, ma forse è sufficiente un supporto di questo tipo, momentaneamente.
      La ringrazio io per la fiducia, Dialisa.

  • Ho una bimba si 6anni e ha problemi nelle scrittura e molto lenta e rimane indietro di cosa può trattarsi?e come posso aiutarla

    • Buona serata,
      la bambina potrebbe aver bisogno di fare un allenamento specifico, siamo nell’ambito della prevenzione. Mi domando se non manifesti anche altre debolezze di ordine ortografico, di lettura e/o di calcolo… in ogni caso sarebbe opportuno approfondire.

      Dott.ssa D. Salamone

  • Al nostro bimbo di 8 anni le maestre ci hanno diagnosticato una molto probabile disgrafia, e stanno attivando presso ASL il riconoscimento, molto brave a seguirlo, a farci fare eserciì di vario genere nei primi 2 anni di scuola, ma il verdetto sembra disgrafia. Come possiamo aiutare noi genitori il bimbo, a chi rivolgerci ulteriorlmente ?

    • Laura Lorenzini

      Buongiorno,
      per poterVi essere utile dovrei vedere l’evoluzione grafo-motoria del bambino. Potete usufruire del servizio di Sportello Gratuito collegato a BresciaBimbi e fissare un appuntamento presso lo studio in zona Gussago/Mandolossa (Bs). Il numero è 346-3238571. Lo sportello serve per avere informazioni sulla disgrafia e avere un primo parere sulla scrittura in questione.

      Dott.ssa D. Salamone

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