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Il parto: come prepararsi e affrontarlo nel migliore dei modi!

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Chi è incinta sa di dover partorire, e questa attesa viene condita da frasi popolari come “prima o poi arriva”, “in un modo o nell’altro andrà”, o “si è nati tutti!”.

All’attesa e all’ineluttabilità di questo evento spesso si accompagnano sensazioni molto diverse, a volte opposte: dalla speranza all’angoscia, dalla tenerezza al terrore, dal “non vedo l’ora di vedere quegli occhietti” al “ma chi me l’ha fatto fare…!!!”.

Tutto normale!

Ma il modo in cui si gestiscono e affrontano questi stati d’animo e il modo in cui si custodisce e si alimenta il legame con chi c’è nella pancia fanno una determinante differenza e preparano il terreno: il vissuto del parto, da parte di mamma e nascituro, dipende anche da quello che viene esperito in gravidanza (ma non solo).

Sia per la mamma sia per il bambino, infatti, il parto è un momento di passaggio, allo stesso tempo intenso e delicato, da uno stato psicofisico ad un altro.
Questo passaggio coinvolge mente e corpo e si sedimenta profondamente all’interno delle due persone.
Il legame tra questi due aspetti, mente e corpo, è indissolubile, e si manifesta in ogni cosa che viviamo. Il parto è un’esperienza molto forte per la mamma (nel suo essere mente-corpo formato) e per il bambino (nel suo essere mente-corpo in formazione): è la prima esperienza decisiva nel mondo del corpo del bambino e racchiude una fortissima valenza simbolica a livello psicologico.

Per il bambino, la nascita rappresenta il primo passo nel mondo e la sua esperienza si sedimenta nell’inconscio; per la mamma, sebbene viva il momento in uno stato di coscienza del tutto particolare, diventa poi un ricordo capace di rafforzare, o al contrario di minare, aspetti di sé decisamente importanti – come il senso di autoefficacia, l’autostima, la capacità di prendersi cura del nascituro e di instaurare un corretto legame di attaccamento – e guardando più in là anche di condizionare le aspettative e i desideri.

Per far sì che la futura mamma possa utilizzare al meglio il tempo della gravidanza, esiste la possibilità di essere guidate alla scoperta delle proprie risorse all’interno di un percorso che utilizza l’ipnosi terapeutica in maniera concentrata sulla preparazione a travaglio e parto.
Questa modalità aiuta a rilassarsi fisicamente, fa sperimentare uno stato psicofisico piacevole e che favorisce il recupero delle energie; stimola e nutre la connessione emotiva tra mamma e bambino, legame che serve tantissimo al momento del parto; mette la mamma in connessione con le sue potenzialità (anche fino a quel momento inespresse) e le permette di portarle alla migliore espressione; aiuta la mamma a tenere a bada ansie, condizionamenti e paure e a non farsi da loro sopraffare durante il parto; permette di lasciarsi andare ad un’esperienza positiva che possa lasciare un buon ricordo.

Investire su di sé per avere una buona esperienza di parto significa donare una buona nascita al proprio bambino. E’ una pratica sulla quale ancora non è così diffusa la riflessione; se ci pensiamo bene, però, da una buona nascita deriva tutta una serie di buoni comportamenti alla base della vita, come una buona percezione di sé, un buon recupero fisico, un buon avvio di allattamento, un sano attaccamento mamma-bambino, aspettative ben orientate sul post-parto…

Si inizia a curare il proprio bambino fin dal pensiero di averlo: con una buona nascita si inizia un favoloso percorso insieme!

Luisa Belleri Psicologa
psicoterapeuta e ipnoterapeuta
opera presso La Libellula
belleri@spaziolalibellula
3246650639
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