Conservazione delle staminali cordonali: cos’è una biobanca e come è fatta

Conservazione delle staminali cordonali: cos’è una biobanca e come è fatta
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Conservazione delle staminali cordonali: cos’è una biobanca e come è fatta

A cura di: Ufficio stampa Sorgente

Il tema della donazione cordone ombelicale è molto delicato e le famiglie in attesa di un figlio devono poter accedere a quante più informazioni possibili per compiere una scelta consapevole. Ma a cosa è dovuta tutta questa importanza? Le cellule staminali contenute nel sangue del cordone ombelicale racchiudono un grande potenziale terapeutico: infatti, sono più di 80 ad oggi le patologie trattabili con le staminali del cordone in Italia e sono sempre più numerose le ricerche che valutano l’impiego di queste cellule per terapie innovative nel trattamento di patologie oggigiorno incurabili.1

Ma dove vengono conservate delle cellule così preziose? La struttura che permette la conservazione di campioni biologici umani, tra cui il sangue cordonale contenente cellule staminali, prende il nome di biobanca. È stato dimostrato scientificamente che i campioni di sangue cordonale possono essere crioconservati per anni e utilizzati in caso di necessità, dato che mantengono inalterate potenzialità. Tuttavia, per garantire la corretta preservazione del campione, le biobanche devono rispettare rigorosi standard di qualità e seguire scrupolosamente una serie di norme e corrette procedure che renderanno il campione adatto ad un trapianto.

Quando un campione di sangue del cordone ombelicale arriva alla biobanca, viene ricevuto dal laboratorio di ricezione e prende inizio la serie di passaggi fondamentali che ne garantiscono la corretta catalogazione, analisi e conservazione. Innanzitutto il campione viene registrato nel database della biobanca (anche mediante l’utilizzo di un sistema a codici a barre) e vengono inseriti anche dati fondamentali quale nome del donatore, data di arrivo e volume del campione.

In seguito, il sangue del cordone viene portato presso il laboratorio di ematologia, dove un team di biologi eseguirà, su una piccola aliquota, una serie di analisi molecolari e biochimiche per verificare la qualità del sangue. Questi esami preliminari consentono anche di rilevare la presenza di malattie infettive (come epatite B o C), il gruppo sanguigno del bambino e verranno anche contate al microscopio le cellule nucleate, numero che comprende anche le cellule staminali.

Il sangue del cordone ombelicale viene poi processato in una stanza completamente sterile, per evitare contaminazioni, e sottoposto a ulteriori test di qualità. Una volta terminate le analisi, il sangue viene inserito all’interno di una sacca che ne consente la crioconservazione data la presenza al suo interno di un agente crioprotettivo in grado di protegge le cellule nel processo di congelamento.

La crioconservazione avviene in biocontainers riempiti di azoto liquido la cui temperatura arriva fino a 196°C. Ad oggi numerose ricerche scientifiche hanno dimostrato che un campione di sangue cordonale può essere crioconservato fino anche a 24 anni e le cellule staminali in esso contenute mantengono inalterate capacità proliferative e differenziative2.

Fai un giro nella biobanca di Sorgente, clicca qui per un tour virtuale (per la versione mobile clicca qui).

Per maggiori informazioni sulla conservazione delle staminali del cordone ombelicale visita il nostro sito www.sorgente.com

Fonti:

1. Decreto ministeriale 18 novembre 2009

2. Broxmeyer, H.E. et al. Hematopoietic stem/progenitor cells, generation of induced pluripotent stem cells, and isolation of endothelial progenitors from 21- to 23.5-year cryopreserved cord blood. Blood. 117:47734777.

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