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Categoria: Salute

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Che cos’è l’Osteopatia?

In questo articolo cercheremo di mostrare i principi basilari di una grande metodologia terapeutica che negli ultimi anni è sempre più rivalutata: l’Osteopatia.

Che cos’è l’Osteopatia?

L’osteopatia non è una professione para-medica, nè una medicina alternativa, bensì una disciplina terapeutica che comprende un insieme di conoscenze specifiche basate su:

  • anatomia e fisiologia del corpo umano
  • test osteopatici di mobilità
  • tecniche manipolative osteopatiche

Puoi quindi considerare l’osteopatia come un approccio in grado di capire se nel tuo corpo ci sono delle disfunzioni nella mobilità dei tessuti, e quindi in grado di aiutarti qualora tu possa trovarti in una situazione del genere.

Chiarito il concetto di osteopatia, ti sei chiesto chi è che si occupa di tutto ciò?
Se prendiamo la lista delle varie categorie di medici troviamo un’infinità di nomi, e nel settore dell’osteopatia parliamo precisamente dell’osteopata.

Chi è l’Osteopata?

L’osteopata è un professionista della salute specializzato nel trattamento del sistema muscolo-scheletrico e non solo. Gli osteopati basano i loro trattamenti sulla teoria che il corpo può essere curato attraverso tecniche manuali come la manipolazione di articolazioni, muscoli, fasce e visceri.

Cosa fa l’osteopata?

Se non sei mai andato da un osteopata e ti ritrovi a dover affrontare questo tipo di visita, rilassati in quanto si tratta di un consulto molto simile a quello del medico di famiglia. L’osteopata ti farà delle domande sul tuo curriculum medico, sulla tua condizione fisica e sul tuo stile di vita. Durante questa seduta l’osteopata realizzerà anche dei test tipici e propri dell’osteopatia, e quello su cui si concentrerà sarà:

  • Esaminare la postura e vedere come la struttura si muove
  • Capire il legame tra sintomatologia, test osteopatici e pregresso del paziente
  • Applicare le tecniche di riduzione (soluzione) per ripristinare la mobilità
  • Consigliare, se necessario, ulteriori accertamenti o visite specialistiche

L’osteopata tratta qualsiasi tipo di paziente?

La risposta è sì, in quanto i trattamenti riguardano un’ampia gamma di pazienti, dai neonati agli anziani.

Osteopatia neonatale

Solitamente si crede che i bambini e i neonati non dovrebbero avere tensioni strutturali o problemi particolari, in quanto la loro giovane età e la loro straordinaria flessibilità alludono al fatto che sono meno soggetti a lesioni associate abitualmente agli adulti. La realtà, tuttavia, è molto differente.
Se sei un genitore, in particlare una mamma, dovresti già sapere che il parto è il momento più cruciale nella vita di tutti gli esseri umani in quanto da ciò dipende la qualità di vita del neonato. Il neonato, infatti, deve attraversare vari “vicoli” anatomici, alcuni ossei ed altri muscolari, e in questo processo di passaggio è dove possono generarsi la maggioranza delle disfunzioni.
Alcune tensioni (ad esempio quelle presenti nel cranio) come risultato del parto, possono migliorare con la suzione e il pianto. Tuttavia, in alcuni casi, le disfunzioni rimangono e colpiscono la crescita e lo sviluppo. Un parto difficile può essere causato da vari motivi, come per esempio, la posizione anomala del feto, parti molto lenti, cesarei e così via. Tutte le tensioni non curate di un parto del genere, quindi, sono da prendere in considerazione per la salute del neonato.
La cosa migliore è procedere quanto prima ad un trattamento di osteopatia neonatale, poiché il tempo può soltanto complicare la cura di questi effetti.
Fortunatamente puoi stare tranquillo in quanto questo settore dell’osteopatia potrà mettere a riguardo il nuovo arrivato.

Osteopatia pediatrica

Grazie alle terapie dell’osteopatia neonatale, man mano che i bambini crescono ci sono dei notevoli miglioramenti riguardo l’irritabilità, la difficoltà nel dormire e nell’alimentazione, e soprattutto nei pianti incessanti. Nonostante ciò, se i modelli di tensione non sono trattati, il bambino può soffrire di effetti secondari durante la fase di crescita e sviluppo.
Anche qui, se noti delle difficoltà di tipo motorio in tuo figlio, un’ottima soluzione potrebbe essere quella dell’osteopatia, in questo caso dell’osteopatia pediatrica.
L’osteopatia pediatrica, inoltre, risulta molto utile sia per bambini che per adolescenti che soffrono di:

  • otite
  • difficoltà di apprendimento
  • scogliosi
  • dolori legati alla crescita
  • mal di testa ed emicrania

Ovviamente, l’osteopatia pediatrica è cercata soprattutto per quelle lesioni causate da una caduta o da un incidente. È qui importante aggiungere qualcosa in più riguardo gli adolescenti, soprattutto quelli abituati a fare molto sport. Nell’adolescenza ha luogo un importante cambiamento ormonale e fisico: la muscolatura si sviluppa nella sua totalità e le ossa finiscono di crescere. Il muscolo si sviluppa meglio se c’è una certa attività fisica, ma fare sport senza un controllo può essere dannoso.

Osteopatia Pediatrica per il benessere del neonato

Se ti ritrovi a dover affrontare dei problemi come il rigurgito, una anomalia posizionale del capo, un cranio un pochino schiacciato posteriormente e da un lato con tuo figlio appena nato, non esitare ad andare dall’Osteopata per neonati. La cosa ideale è svolgere il trattamento durante i primi sei mesi di vita in quanto è il periodo in cui le tecniche sono più efficaci grazie al potenziale cambiamento che presenta il neonato.
L’osteopata tratta il corpo e il cranio del neonato per far sì che funzioni correttamente e per alleviare le tensioni e lo stress causato durante il parto. Come è stato già specificato, la fase successiva all’osteopatia neonatale è quella pediatrica ed è qui che ti ritroverai davanti alla figura, appunto, dell’osteopata pediatrico che, tramite tecniche specifiche di ascolto e induzione, restituisce il movimento ai tessuti ed elimina la presenza di eventuali tensioni.

Se vuoi quindi salvaguardare la postura, l’equilibrio e le varie funzioni del tuo corpo e di quello del tuo bambino, non esitare a contattare un osteopata per godere delle vantaggiose soluzioni di questa grande medicina ormai riconosciuta come tale in quasi tutto il mondo

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Terapia idonea in caso di apparecchiatura fissa

Terapia idonea in caso di apparecchiatura fissa

Per la rubrica Piccoli ma Grandi, continuiamo il viaggio nel mondo della salute dei denti e della bocca: siamo sempre alla SMAO Poliambulatorio e, in questa puntata, la Dott.ssa Elisabetta Paganuzzi (Medico Chirurgo Odontoiatra) ci illustrato le problematiche e la terapia idonea, in un caso di apparecchiatura fissa.

Ringraziamo anche Giulia, che si è prestata per l’intervista.

La dottoressa opera e riceve presso i poliambulatori Smao di S. Zeno.

Guarda la puntata!

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Vaccini: sì o no? Tutto quello che c’è da sapere

Vaccini: sì o no? Tutto quello che c’è da sapere

Prima dell’inizio della scuola avevamo già parlato sul portale delle disposizioni operative previste dalla Regione Lombardia  rispetto alla questione della vaccinazione dei bambini che frequentano le scuole di ogni ordine e grado.

Per molti istituti la fine del mese di ottobre corrisponde con la scadenza della consegna della documentazione da parte dei genitori alla scuola che certifica le vaccinazioni effettuate o la richiesta di recupero delle vaccinazioni mancanti. Eventuale comunicazione o certificazione particolare da allegare alla scheda vaccinale deve essere richiesta alla segreteria del plesso, così come le modalità di conferimento degli stessi.

Al di la delle carte e delle scadenze resta però la domanda di base: Vaccini si o no?

Ormai la questione è sempre più dibattuta e per fare chiarezza l’Università Niccolò Cusano lancia l’infografica Vaccini: sì o no? Tutto quello che c’è da sapere”, nella quale viene fatta una panoramica generale sulla situazione della copertura vaccinale in Italia e nel mondo e successivamente le novità subentrate con la nuova legge rispetto alla situazione precedente.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità – OMS la soglia di sicurezza minima di uno Stato, per raggiungere la cosiddetta immunità di gregge, si aggira intorno al 95%. Sotto questa soglia gli agenti patogeni, responsabili dell’insorgenza di specifiche malattie, continuano a diffondersi nella società. Dall’attività dell’Istituto Superiore di Sanità è emerso che in Italia questo limite non viene raggiunto per nessuno dei vaccini monitorati. Si avvicinano alla copertura minima richiesta, (93%) solo i vaccini che contrastano Epatite B, Tetano, Polio, Difterite, Pertosse, Hib. Al contrario, la minor copertura vaccinale riguarda la varicella (30%).

Visto il boom di casi registrati da inizio anno (circa 3.670 casi con 3 decessi), l’infografica dedica un focus particolare al virus del morbillo. Dall’analisi emerge che in Europa, nel 2017, i casi di morbillo sono diminuiti di circa 28.500 unità rispetto al 2010 ma sono aumentati di quasi 400 rispetto al 2016. Inoltre, se si analizza la serie storica che va dal 1980 al 2010 emerge come all’aumentare della copertura vaccinale diminuiscano drasticamente anche i casi registrati.

Con l’approvazione del nuovo decreto, il cui fine è ridurre al minimo la diffusione delle malattie infettive prevenibili da vaccino abbattendo i tassi di morbosità e di mortalità e riducendo il tasso di ospedalizzazione e gli eventuali esiti invalidanti, per i minori da 0 ai 16 anni sarà obbligatorio effettuare determinate vaccinazioni. Nel caso in cui ciò non avvenga, verrà corrisposta una multa e sarà preclusa al minore l’ammissione all’asilo nido e alle scuole dell’infanzia.


Vaccini sì o no. Tutto quello che c’è da sapere

Infografica a cura dell’Università Niccolò Cusano

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La cura dei dentini: come lavarli

La cura dei dentini: come lavarli

La placca batterica è una patina che si deposita sui tessuti orali, costituita in prevalenza da batteri, polimeri batterici, glicoproteine salivari; è la principale responsabile delle affezioni orali. È importante rimuovere la placca batterica per preservare la salute orale e proteggersi da carie e infiammazioni delle gengive, prevenzione che si attua attraverso lo spazzolamento e la detersione delle superfici orali.

Il cavo orale viene colonizzato alla nascita, per cui la placca batterica si forma anche nelle bocche dei neonati e dei lattanti. Esistono dispositivi per la detersione delle gengive nei bambini più piccoli, come il dito in silicone, ma può essere sufficiente una detersione con garza umida. Dalla comparsa dei primi denti è bene, invece, introdurre l’uso di uno spazzolino per bambini, caratterizzato da una testina piuttosto piccola.

Il bambino non è autonomo nel lavaggio dentale fino all’età scolastica, per cui necessità del supporto da parte del genitore, ma è consigliabile che prenda confidenza e manualità nell’uso dello spazzolino, e quindi che provi ad utilizzarlo nella propria bocca, anche proponendolo inizialmente come un gioco e venendo poi guidato pian piano all’autonomia.

Posizionarsi di fronte allo specchio e dietro al bambino, quando gli si lava i denti, consente al piccolo di osservare come muovere lo spazzolino in aggiunta alla percezione che ne ha all’interno del cavo orale. L’esempio ha un ruolo molto importante nell’acquisire l’abitudine all’igiene orale, anche solo attraverso l’osservazione passiva del genitore che usa spazzolino e filo interdentale.

Ci si può avvalere sia di spazzolini manuali che elettrici, entrambe efficaci se usati nel modo corretto; la placca viene rimossa solo dove le setole giungono a detergere. Le linee guida nazionali negli ultimi anni suggeriscono l’uso topico del fluoro, ossia in forma di dentifricio (dosi molo piccole, della dimensione di una lenticchia), in sostituzione alle “goccine” sistemiche; tuttavia per evitare un eccesso di fluoro è bene accordarsi con il proprio pediatra.

Ringrazio per questo articolo l’igienista dentale
Dr.ssa Cristiana Gogna
Lavora presso studio dentistico del poliambulatorio SMAO
Via Galvani, 4 25010 San Zeno Naviglio BS
Tel 030 3539280-290- 314
www.ambulatoriobenini.it

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Rottura dentino da latte: cosa fare?

Rottura dentino da latte: cosa fare?

Spesso a causa di una semplice caduta il dentino da latte si rompe e cade, oppure si spezza o annerisce.

 Cosa fare? Alcuni consigli per affrontare la situazione

Il primo consiglio è quello di rimanere calmi: la bocca tende a sanguinare molto e i bambini si spaventano tantissimo. Sciacquate con cura, non utilizzate lo spazzolino ma una garza e tranquillizzate il bambino.
E’ sempre consigliabile applicare immediatamente del ghiaccio o delle sostanze fredde (vanno benissimo anche contenitori ghiacciati o alimenti congelati): questo vi permetterà di fermare il sanguinamento e di non far gonfiare troppo la parte colpita dal trauma.
Successivamente consultate un odontoiatra pediatrico, che valuterà il da farsi soprattutto in base all’età del bambino e al suo sviluppo.

Vediamo le varie situazioni che potrebbero verificarsi:

  • Il dente da latte è caduto In questo caso non dovete far nulla, il dentino non va buttato ma nascosto sotto il cuscino in attesa della Fatina dei denti o del Topolino .
  • Il dente da latte si è spezzato Anche in questo caso non dovete far nulla, ma è comunque consigliabile consultare un odontoiatra pediatrico.
  • Il dente da latte si è spostato cambiando posizione In questo caso è opportuna una visita odontoiatrica immediata.
  • Il dente da latte è rientrato Se il dentino è rientrato completamente o in parte nella gengiva bisogna consultare un dentista che valuterà se sono presenti fratture grazie ad una radiografia. Il dente potrebbe riscendere da solo oppure il dentista valuterà la possibilità di toglierlo (con anestesia o sedazione).
  • Se il dentista annerisce dopo qualche giorno? Eventualità possibile che indica che si è compromessa la radice del dente. Non è nulla di preoccupante; dovete solo controllare che non si formi una pallina bianca alla sede del dente (ascesso ). Se si dovesse verificare questa eventualità prendete immediatamente appuntamento con un odontoiatra pediatrico che asporterà il dentino.

Generalmente comunque il dente annerito non viene rimosso perché la sua presenza è importante per favorire lo sviluppo corretto delle arcate dentarie e fare posto ai denti definitivi che verranno.

I denti lesionati dovranno comunque essere sempre spazzolati dopo ogni pasto. Nei primi giorni, dopo il trauma, vi consiglio una dieta soffice per minimo una settimana per ridurre l’eventuale fastidio nella masticazione e, nei più piccolini, limitate l’uso del ciuccio.

In caso di dolore potete somministrare del paracetamolo prima di dormire.

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Le cure odontoiatriche in gravidanza

Cure Odontoiatriche in gravidanza

In gravidanza nel corpo della futura mamma avviene tutta una serie di cambiamenti volti ad assecondare la crescita del feto e a preparare il corpo materno al parto.

Aumenta l’elasticità del connettivo (durante il parto i legamenti del bacino devono essere molto “morbidi”), questo rende le gengive molto più delicate, per cui basta una minima infiammazione per farle sanguinare e sentire dolore.

Si forma maggiormente, nel solco tra la gengiva ed il dente, un liquido che si chiama “fluido crevicolare”, praticamente un distillato del liquido extracellulare, che contiene sostanze nutritive per i batteri, facilitando la moltiplicazione dei microbi e aumentando il rischio di carie e gengiviti. Trascurare la salute orale durante la gravidanza può essere dannoso, oltre che per la salute orale della mamma, anche per il bambino, esiste infatti una correlazione (dimostrata dal 1996, e confermata in vari studi successivi) tra la malattia parodontale ed il parto pretermine, una delle maggiori cause di mortalità infantile.

Il meccanismo potrebbe essere tanto il passaggio dei batteri orali fino all’utero, quanto una “sensibilizzazione infiammatoria” di tutto il corpo che irrita anche la cavità uterina, oppure una combinazione di entrambi.

Per questo, è consigliabile in gravidanza, effettuare controlli frequenti presso il dentista ed eseguire almeno una volta durante la gestazione l’igiene professionale. Nel caso in cui si rendesse necessario intervenire per qualche lesione cariosa è bene ricordarsi che non ci sono controindicazioni ai trattamenti odontoiatrici per le donne incinta, diciamo che, soprattutto dopo il terzo mese di gestazione, non ci sono rischi ad effettuare i normali lavori dal dentista.

L’anestesia è una somministrazione locale, e l’anestetico passa nel circolo sanguigno solo in piccolissima parte, venendo disattivato ed espulso da fegato e reni. La terapia antibiotica ben programmata è innocua per il bambino: serve a salvaguardare la salute della madre, e ovviamente anche quella del bambino.

Ci sono antibiotici che vanno evitati in gravidanza, come le tetracicline, ma il ginecologo di fiducia è in grado di consigliare il farmaco più adatto, lo stesso vale per farmaci antidolorifici e antinfiammatori.

E’ meglio quindi non aspettare a farsi curare in attesa del parto, mettereste a rischio il bambino voi stesse: il dolore causa la produzione di catecolamine (adrenalina e noradrenalina) che a loro volta causano cambiamenti fisiologici nel corpo, dei quali potrebbe risentire il bambino.

Sono invece da rimandare le indagini radiografiche (i raggi X) le quali sono nocive solo su base probabilistica, ma è comunque preferibile evitare di fare lastre a meno che non ce ne sia un buon motivo, tale da rendere accettabili i rischi (rapporto costi-benefici).

 

Dott.ssa Don Daiana
Odontoiatra
Dentalblu srl Via Generale Luigi Soldo, 21, 25080 Nuvolera BS
030 689 7400

Lavora presso studio dentistico del poliambulatorio SMAO
Via Galvani, 4
25010 San Zeno Naviglio BS
Tel 030 3539280-290- 314
www.ambulatoriobenini.it

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