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Categoria: Mamme e gravidanza

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Cosa fare quando in gravidanza perdi i capelli

Cosa fare quando in gravidanza perdi i capelli

Se anche tu stai affrontando una gravidanza, sai già che questo è uno dei momenti più impegnativi ai quali verrà sottoposto il tuo corpo: durante la dolce attesa, infatti, l’organismo innesca una serie di reazioni in grado di cambiare profondamente il tuo aspetto. Si tratta comunque di cambiamenti temporanei, anche se nell’immediato possono causare non pochi problemi (soprattutto) psicologici: ad esempio, alcune donne potrebbero soffrire di caduta dei capelli durante la gravidanza. Cosa possiamo fare quando si manifesta questo problema?

Caduta dei capelli in gravidanza: quali sono le cause?

Generalmente i capelli, durante la fase della gravidanza, crescono più rigogliosi e con maggiore velocità: questo è dovuto all’aumento del livello di estrogeni, ormoni che accelerano la fase di crescita detta effluvium anagen, e che dunque portano ad una capigliatura più voluminosa. La fase di caduta, in queste circostanze, avviene dopo il parto e durante l’allattamento. Non sono però rari i casi di donne che perdono i capelli già durante la gravidanza: le cause, in queste circostanze, sono dovute agli alti livelli di tensione e soprattutto ad una serie di carenze vitaminiche. Anche la quantità di minerali presente nell’organismo crolla, favorendo l’indebolimento dei fusti e la loro conseguente caduta. Da ciò puoi facilmente intuire che, se stai perdendo i capelli durante i primi mesi della gravidanza, ciò può dipendere da due fattori: quelli psicologici e quelli organici. Per entrambi, comunque, esistono delle soluzioni che ti aiuteranno a far fronte alla perdita degli steli.

Quali sono i rimedi per la caduta dei capelli in gravidanza?

Cercare di contrastare ansia e stress può aiutare molto a ribaltare la situazione dei capelli, ma è l’alimentazione la principale protagonista: è sempre meglio adottare una dieta ad hoc, ricca di grassi Omega 3, di minerali e di vitamine. Anche la carenza di ferro è responsabile della perdita dei fusti, dunque non dimenticarti di includere le verdure nella tua dieta. Inoltre, devi imparare a trattare bene i tuoi capelli con prodotti detergenti delicati e non aggressivi: questo shampoo per la cute sensibile, ad esempio, è molto indicato per non stressare ulteriormente i capelli durante la gravidanza. Altre sostanze da integrare sempre e comunque sono l’acido folico e il silicio che, come saprai, è molto importante per la salute del capello. Quali sono gli altri rimedi anticaduta in gravidanza? Alcune sane abitudini come l’accortezza nei lavaggi: non è infatti necessario lavare i capelli ogni giorno. Inoltre, in questo periodo non dovresti nemmeno tingerti i capelli, dato che li indeboliresti ancor di più. Poi valgono alcuni consigli classici come l’utilizzo del phon ad una distanza di sicurezza, e l’uso di spazzole delicate e non eccessivamente rigide. Infine ricordati di bere molta acqua, e di massaggiare il cuoio capelluto per rivitalizzare i follicoli piliferi.

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Sindrome di Down: definizione e origine

Sindrome di Down: definizione e origine

A cura di: Ufficio Stampa Sorgente Genetica

Durante la gravidanza è essenziale tutelare la salute di mamma e nascituro. I test di screening prenatale, come il test del DNA fetale, giocano un ruolo importante nel monitoraggio delle condizioni del bimbo, poiché permettono di individuare eventuali anomalie fetali.

Le sindromi di Down, di Patau, di Edwards, sono note anche come trisomie e sono alterazioni che riguardano il numero di cromosomi (c’è un cromosoma in più). Questo tipo di alterazioni genetiche è più comune nei nati da mamme over 351.

La Sindrome di Down (o Trisomia 21) è causata dalla presenza del cromosoma 21 in più. 1 bimbo su 1200 nasce in Italia con questa alterazione cromosomica2 che fu identificata per la prima volta nel 1966 da John Langdon Down, un medico inglese.

La Trisomia 21 è di 3 tipi:

  • a mosaico
  • da traslocazione
  • libera.

La Trisomia a mosaico si verifica nell’1% dei casi. Il soggetto presenta sia cellule con 46 cromosomi, sia con 47 cromosomi. Il cromosoma in eccesso è il 213.

La Trisomia da traslocazione si verifica nel 4% dei casi. Il soggetto presenta parte del cromosoma 21 fuso con un altro cromosoma. Genitori con questa traslocazione hanno un alto tasso di rischio di avere figli con la Sindrome di Down3.

La Trisomia libera si verifica nel 95% dei casi. Il soggetto ha cellule con 3 cromosomi 21, quindi possiede 47 cromosomi e non 463.

Il soggetto affetto da Sindrome di Down presenta un ritardo mentale evidente sia a livello sociale sia comportamentale4.

Per scegliere il test di screening prenatale è possibile considerare alcuni fattori come:

  • percentuale di attendibilità del test;
  • anticipo con il quale si vogliono conoscere le condizioni del bimbo.

Il test del DNA fetale può essere fatto già dalla 10a settimana di gravidanza. Da un campione ematico materno si analizzano i frammenti di DNA fetale che vi sono in circolo. L’affidabilità è del 99,9% nella rilevazione delle maggiori trisomie (sindromi di Down, di Patau, di Edwards), microdelezioni e altre alterazioni cromosomiche.

Il Bi test in associazione alla translucenza nucale si può fare tra l’11a e la 13a settimana ed è attendibile all’85%5. Il Tri test è affidabile al 60% e si può fare tra la 15a e la 17a settimana.

Per maggiori informazioni: www.testprenataleaurora.it

Fonti:
1) Embriologia medica di Langman di Thomas W. Sadler, a cura di R. De Caro e S. Galli; 2016
2) Associazione Trisomia 21 Onlus
3) Linguaggio e Sindrome di Down di P. Soraniello, pag.15
4) Ritardo mentale, Sindrome di Down e autonomia cognitivo-comportamentale di D. Di Giacomo, D. Passafiume; 2004
5) Medicina dell’età prenatale: Prevenzione, diagnosi e terapia dei difetti congeniti e delle principali patologie gravidiche -Di Antonio L. Borrelli,Domenico Arduini,Antonio Cardone,Valerio Ventrut.

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