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Categoria: Benessere

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Che cos’è l’Osteopatia?

In questo articolo cercheremo di mostrare i principi basilari di una grande metodologia terapeutica che negli ultimi anni è sempre più rivalutata: l’Osteopatia.

Che cos’è l’Osteopatia?

L’osteopatia non è una professione para-medica, nè una medicina alternativa, bensì una disciplina terapeutica che comprende un insieme di conoscenze specifiche basate su:

  • anatomia e fisiologia del corpo umano
  • test osteopatici di mobilità
  • tecniche manipolative osteopatiche

Puoi quindi considerare l’osteopatia come un approccio in grado di capire se nel tuo corpo ci sono delle disfunzioni nella mobilità dei tessuti, e quindi in grado di aiutarti qualora tu possa trovarti in una situazione del genere.

Chiarito il concetto di osteopatia, ti sei chiesto chi è che si occupa di tutto ciò?
Se prendiamo la lista delle varie categorie di medici troviamo un’infinità di nomi, e nel settore dell’osteopatia parliamo precisamente dell’osteopata.

Chi è l’Osteopata?

L’osteopata è un professionista della salute specializzato nel trattamento del sistema muscolo-scheletrico e non solo. Gli osteopati basano i loro trattamenti sulla teoria che il corpo può essere curato attraverso tecniche manuali come la manipolazione di articolazioni, muscoli, fasce e visceri.

Cosa fa l’osteopata?

Se non sei mai andato da un osteopata e ti ritrovi a dover affrontare questo tipo di visita, rilassati in quanto si tratta di un consulto molto simile a quello del medico di famiglia. L’osteopata ti farà delle domande sul tuo curriculum medico, sulla tua condizione fisica e sul tuo stile di vita. Durante questa seduta l’osteopata realizzerà anche dei test tipici e propri dell’osteopatia, e quello su cui si concentrerà sarà:

  • Esaminare la postura e vedere come la struttura si muove
  • Capire il legame tra sintomatologia, test osteopatici e pregresso del paziente
  • Applicare le tecniche di riduzione (soluzione) per ripristinare la mobilità
  • Consigliare, se necessario, ulteriori accertamenti o visite specialistiche

L’osteopata tratta qualsiasi tipo di paziente?

La risposta è sì, in quanto i trattamenti riguardano un’ampia gamma di pazienti, dai neonati agli anziani.

Osteopatia neonatale

Solitamente si crede che i bambini e i neonati non dovrebbero avere tensioni strutturali o problemi particolari, in quanto la loro giovane età e la loro straordinaria flessibilità alludono al fatto che sono meno soggetti a lesioni associate abitualmente agli adulti. La realtà, tuttavia, è molto differente.
Se sei un genitore, in particlare una mamma, dovresti già sapere che il parto è il momento più cruciale nella vita di tutti gli esseri umani in quanto da ciò dipende la qualità di vita del neonato. Il neonato, infatti, deve attraversare vari “vicoli” anatomici, alcuni ossei ed altri muscolari, e in questo processo di passaggio è dove possono generarsi la maggioranza delle disfunzioni.
Alcune tensioni (ad esempio quelle presenti nel cranio) come risultato del parto, possono migliorare con la suzione e il pianto. Tuttavia, in alcuni casi, le disfunzioni rimangono e colpiscono la crescita e lo sviluppo. Un parto difficile può essere causato da vari motivi, come per esempio, la posizione anomala del feto, parti molto lenti, cesarei e così via. Tutte le tensioni non curate di un parto del genere, quindi, sono da prendere in considerazione per la salute del neonato.
La cosa migliore è procedere quanto prima ad un trattamento di osteopatia neonatale, poiché il tempo può soltanto complicare la cura di questi effetti.
Fortunatamente puoi stare tranquillo in quanto questo settore dell’osteopatia potrà mettere a riguardo il nuovo arrivato.

Osteopatia pediatrica

Grazie alle terapie dell’osteopatia neonatale, man mano che i bambini crescono ci sono dei notevoli miglioramenti riguardo l’irritabilità, la difficoltà nel dormire e nell’alimentazione, e soprattutto nei pianti incessanti. Nonostante ciò, se i modelli di tensione non sono trattati, il bambino può soffrire di effetti secondari durante la fase di crescita e sviluppo.
Anche qui, se noti delle difficoltà di tipo motorio in tuo figlio, un’ottima soluzione potrebbe essere quella dell’osteopatia, in questo caso dell’osteopatia pediatrica.
L’osteopatia pediatrica, inoltre, risulta molto utile sia per bambini che per adolescenti che soffrono di:

  • otite
  • difficoltà di apprendimento
  • scogliosi
  • dolori legati alla crescita
  • mal di testa ed emicrania

Ovviamente, l’osteopatia pediatrica è cercata soprattutto per quelle lesioni causate da una caduta o da un incidente. È qui importante aggiungere qualcosa in più riguardo gli adolescenti, soprattutto quelli abituati a fare molto sport. Nell’adolescenza ha luogo un importante cambiamento ormonale e fisico: la muscolatura si sviluppa nella sua totalità e le ossa finiscono di crescere. Il muscolo si sviluppa meglio se c’è una certa attività fisica, ma fare sport senza un controllo può essere dannoso.

Osteopatia Pediatrica per il benessere del neonato

Se ti ritrovi a dover affrontare dei problemi come il rigurgito, una anomalia posizionale del capo, un cranio un pochino schiacciato posteriormente e da un lato con tuo figlio appena nato, non esitare ad andare dall’Osteopata per neonati. La cosa ideale è svolgere il trattamento durante i primi sei mesi di vita in quanto è il periodo in cui le tecniche sono più efficaci grazie al potenziale cambiamento che presenta il neonato.
L’osteopata tratta il corpo e il cranio del neonato per far sì che funzioni correttamente e per alleviare le tensioni e lo stress causato durante il parto. Come è stato già specificato, la fase successiva all’osteopatia neonatale è quella pediatrica ed è qui che ti ritroverai davanti alla figura, appunto, dell’osteopata pediatrico che, tramite tecniche specifiche di ascolto e induzione, restituisce il movimento ai tessuti ed elimina la presenza di eventuali tensioni.

Se vuoi quindi salvaguardare la postura, l’equilibrio e le varie funzioni del tuo corpo e di quello del tuo bambino, non esitare a contattare un osteopata per godere delle vantaggiose soluzioni di questa grande medicina ormai riconosciuta come tale in quasi tutto il mondo

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Area giochi per bambini: come si realizza?

Area giochi per bambini: come si realizza?

Investire sul divertimento dei bambini può risultare una forma di business vincente, se si sceglie di avviare un’attività dedicata al mondo dell’infanzia. È opportuno, in questo caso, rivolgersi ad aziende specializzate nelle realizzazioni di area giochi per bambini.

I bimbi, si sa, amano divertirsi correndo, arrampicandosi o saltando in compagnia dei loro coetanei. Le aree dedicate al gioco dei bambini sono una evoluzione di quei parchi e giardini dove i nostri nonni accompagnavano a giocare i nostri genitori quando erano piccoli. Certo, al giorno d’oggi le vecchie altalene e i vecchi scivoli hanno subito delle trasformazioni più all’avanguardia. Quando si procede alla realizzazione di aree giochi per bambini, infatti, si può spaziare sulla scelta di una grande moltitudine di attrazioni di ogni tipo, forma e dimensione.

Un’area giochi per bambini, che sia una ludoteca, un baby parking o una sala feste, è uno spazio attrezzato destinato all’attività giocosa, appunto, dei suoi piccoli ospiti. Un’area del genere è possibile allestirla in ogni luogo, che sia all’interno o che sia all’esterno. Molto spesso, infatti, anche ristoranti, villaggi turistici, agriturismi o centri commerciali scelgono di dedicare uno spazio alla realizzazione di area giochi per bambini.

Le attrezzature di cui fornire queste aree sono quelle strutture fisse o anche mobili, adatte sia all’uso individuale sia a quello di bambini o ragazzi. Fra queste attrezzature possiamo trovare giochi gonfiabili di varie forme e colori, come scivoli, castelli, labirinti, etc.; poi, ancora, tappeti e trampolini elastici, dove saltare e fare, quindi, anche attività fisica e stimolare la coordinazione. Ci sono i cannoncini spara palle, con cui lanciare sfide ai propri amici; le vasche a palline, in cui immergersi e tuffarsi; i playground, delle strutture multiattività e contenenti all’interno una serie di svariati accessori per il divertimento; infine i giochi interattivi o le arrampicate, dove i bambini possono mettere alla prova le proprie abilità.

Per realizzare un’area giochi bisogna, però, prestare attenzione ad alcuni importanti dettagli, legati al contesto insediativo e, in particolar modo, alla sicurezza. Al fine di garantire quest’ultima, è opportuno scegliere locations dove non vi siano elementi pericolosi e servirsi di una adeguata pavimentazione antitrauma, che salvaguardi i piccoli ospiti da pericoli, urti ed infortuni. L’intento deve essere quello di farli svagare e divertire all’insegna della sicurezza e della tranquillità.

Le attrezzature di cui fornirsi per le realizzazioni di area giochi per bambini, inoltre, devono essere conformi con le normative europee vigenti che ne regolano la progettazione e i requisiti indispensabili. Una fabbrica italiana di giochi gonfiabili, la Birbalandia Park, si occupa della realizzazione e della vendita di attrezzature per parco giochi, ludoteche, baby parking, luna park o sale feste per bambini.Tutti i giochi realizzati sono personalizzabili in forma, colore e dimensione, nel pieno rispetto di tutte le normative vigenti.

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L’autunno e la bellezza

L’autunno e la bellezza

È arrivato l’autunno, con i suoi splendidi colori e le giornate ancora tiepide.

La natura fa cadere le foglie, siccome fa le cose per bene, anche per noi vale lo stesso concetto in autunno, dunque vi darò alcuni consigli per affrontare al meglio questa bella stagione.

Innanzitutto anche noi dobbiamo liberarci dalle cellule morte, dunque importantissimo è esfoliare la pelle! Per il viso potremo usare un esfoliante delicato, specifico per il viso: così facendo potremo usarlo anche quotidianamente senza problemi.

Se l’esfoliante sarà davvero delicato, potrete usarlo ogni giorno, magari lasciate comodamente in doccia in sostituzione del detergente viso: vi garantisco che i risultati saranno sorprendenti. Avrete così una pelle sempre luminosa, senza punti neri, allevierete le discromie , la grana della pelle, la pelle sarà libera di respirare e recepirà meglio i cosmetici che metterete poi. È uno dei segreti di bellezza delle donne: in caso di labbra screpolate, massaggiare l’esfoliante anche sulla bocca per un risultato turgido ed una tenuta impeccabile del rossetto. Accertatevi che sia un’esfoliante delicato per poterlo usare quotidianamente….

In questa stagione si abbassano le temperature, il vento e le polveri sottili seccano l’ atmosfera dunque diventa fondamentale idratare la pelle anche dall’interno!

Bevete 2 litri di acqua al giorno: sia la pelle che il corpo ne beneficeranno, compresa la linea. Se l’acqua non è sempre di vostro gradimento, vi suggerisco il metodo che faccio io: acquisto in erboristeria una tisana drenante e nell’acqua ancora fredda metto 2 cm. di radice di zenzero sbucciata così estrarrà tutte le sue proprietà mentre si scalda. Giunta quasi a bollore, verso le erbe, lasciandole in infusione 8 minuti con lo zenzero. Filtro ma lascio nella bottiglia la mia radice di zenzero che continua a rilasciare: ne preparo almeno 1 litro al mattino e poi la sorseggio durante la giornata. Per non zuccherare, io aggiungo alla miscela della liquirizia o anice, in base ai gusti.

La radice di zenzero va sempre aggiunta a the o tisane perché ha proprietà antinfiammatorie e alza le difese immunitarie, dunque utile in inverno!!

Il trucco invece ci viene in aiuto come schermo protettivo, fa da barriera per il sole e l’inquinamento. Basta una base fatta bene con fondotinta e polvere di riso fissata con acqua, per ottenere protezione alla nostra pelle, opacità e durata fino a sera.

Provate a mettere in pratica e poi mi saprete dire……. anzi, fatemi sapere i vostri pareri e le vostre impressioni nei commenti : per me sono importanti e fondamentali per migliorarmi sempre, anche professionalmente.

Vi auguro un sereno autunno!

Michela Salvadori
consulente di bellezza
335-6269119
miky@follefamily.it

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Ci vediamo a Family Care!

Carissimi amici di Bresciabimbi,

il weekend del 23 e 24 settembre  è davvero speciale. Finalmente potremo incontrarci dal vivo!

Bresciabimbi nasce come realtà espressamente online, una risposta immediata ad una richiesta ancora più immediata dei bambini; nasce dalla volontà di poter trovare una pronta risposta a quegli occhioni grandi, quelle manine che tirano la maglia di mamma e papà chiedendo a gran voce “Cosa facciamo? Dove andiamo?”. Il bisogno di  poter trovare una soluzione facile e veloce  da consultare ha dato origine a quella scintilla da cui poi è nato il portale. Bresciabimbi è online dal 2009 e da allora molte sono le cose che si sono succedute  e trasformate sia online che offline.

Mi  sono affezionata molto alle giornate Family Care  e anche quest’anno non potevo mancare. Ho avuto la fortuna di essere presente già dalla prima edizione, nel 2014, conoscere le organizzatrici e assaporare lo spirito di questa manifestazione. Si tratta più di giornate di focus  che permettono di mettere l’attenzione sui servizi e le cure per le famiglie e l’infanzia, con lo scopo di sostenere la diffusione di buone pratiche di cura, favorire la nascita di reti sociali, collaborazioni professionali e la partecipazione di tutti i cittadini per città sempre più a misura di bambino.

E’ un piacere e una gioia potervi partecipare anche quest’anno!
Il poter incontrare realmente gli utenti che consultano, leggono e commentano il portale Bresciabimbi è molto importante. Il sito vuole essere un aiuto per i genitori  ed il feedback di chi lo consulta è vitale per capire se realmente risponde al bisogno ispiratore. Sapere che si è nella direzione giusta e cosa aggiustare azzerano le ore passate davanti allo schermo.

La prima novità di quest’edizione è il cambio di location quest’anno infatti Family Care è ospitato in posizione centralissima nel verde parco scientifico Ambiente Parco in largo Torrelunga, 7.

Il palinsesto dell’edizione 2017 è veramente ricco, conviene davvero prendersi un attimo di tempo per guardare con calma le tante proposte di questi due giorni.

La giornata di sabato 23 vede la concomitanza di eventi su due location diverse:

MO.CA, in Via Moretto 78, Brescia

ORE 16.00 presso   Incontro pubblico “ESPERIENZE DI EDUCAZIONE E CURA NELL’EUROPA DI OGGI”

AmbienteParco

LABORATORI ED ESPERIENZE SCIENTIFICHE

DALLE ORE 16.00 PERCORSO NATUR.ACQUA: gioca con l’acqua e tunnel subaqueo.
ORE 16.00 BIMBI CHEF: Laboratorio di cucina per bambini dai 4 anni in su. Fare i biscotti ! (presso Spazio Energic.Ambiente, ingresso largo Torreluga 7)

INCONTRI INFORMATIVI PER GENITORI:

Brevi incontri informativi per geniotri e professionisti.(presso lo spazio Alimenti.amo, ingresso sud del parco)

ORE 15.00 L’ARTE E LA DANZA PER IL BENESSERE DEL BAMBINO E DEI GENITORI. A cura di Enrica Olivari, danzatrce e danzaterapista e Simona Casteluccia, psicologa e arteterapeuta.
ORE 16.00 PRENDERSI CURA DEL PROPRIO CORPO DOPO LA GRAVIDANZA. A cura di Gianpietro Rossi, psicoterapeuta- Associazione Badia Corsi
ORE 17.00 PARLARE DI SESSUALITÀ E AFFETTIVITÀ IN FAMIGLIA: un dialogo capace di tutelare i piccoli.A cura di Sara Gozzini, psicologa insegnante INER, consulente sessuale.
ORE 18.00 MATTOCOSTRUZIONI: Vieni a conoscere Trees Knaapen, mamma, artista, ideatrice del gioco matto. Racconterà come è nato il gioco quasi 4 anni fà, del suo percorso nella progettazione e dello sviluppo di giochi per la didattica.

Domenica 24 invece si concentra tutta all’interno di Ambiente parco con:

AREA STANDS Associazioni, cooperative, scuole, librerie, liberi professionisti, negozi per l’infanzia, più di 25 realtà di Brescia e provincie limitrofe
accreditate all’edizione 2017 si presenteranno al territorio, lungo tutto il percorso pedonale del parco, promuovendo incontri, servizi e proposte per le famiglie.

LABORATORI, attività, incontri e centri di interesse in tutto il parco, per grandi e piccini, dedicati al piacere del gioco e della lettura, all’arte, alla scienza e alla tecnologia,
a cura delle realtà del territorio accreditate all’edizione 2017.

DALLE 10.00 ALLE 12.30 E DALLE 14.30 ALLE 18.30:

PERCORSO NATUR.ACQUA gioca con l’acqua e tunnel subaqueo.

GIOCO CON LA SABBIA Uno spazio protetto allestito per il gioco con la sabbia. Per bambini da 11 mesi in sù e i loro genitori.(presso il Chiosco)

BRIKS FOR KIDS “L’energia è ovunque” Laboratorio per bambini dai 6 ai 12 anni. Costruzione di pannelli solari, turbine eoliche, turbine idroelettriche motorizzate con mattoncini e parti tecniche Lego. (Casa Eco.logica, piano terra ed esterno)

ASSOCIAZIONE LABORATORIO FAN LAB BRESCIA Laboratorio legato all’utilizzo della stampate 3D, dedicato all’evoluzione geometrica delle forme e il loro sviluppo nel modo degli origami. (spazio sul retro del Chiosco)

MATTOCOSTRUZIONI Scopri il gioco matto costruzioni, per bambini dai 2 anni in su.(presso stend)

e ancora….

PIÙ VICINI AL CIELO  dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30a cura di Daniela Visani di equilibri avanzati… per diventare un po’ più grandi subito. Prove di Barattoli da strada e Trampoli bassi. Un dialogo fra equilibrio e disequilibrio, che dice parole nuove sulle risorse del nostro corpo. (spazio esterno Chiosco)

ASSOCIAZIONE MUSIC TOGETTHER BRESCIA/MILANO/BERGAMO  10.00-10.30; 14.30-15.00 E 16.30 17.15 Attività musicale per bambini da 1 a 5 anni e i loro genitori. (Sala Energic.ambiente)

E MENTRE IL MIO BAMBINO DANZA… IO DIPINGO. 10.30-11.15; 16.30-17.15 Laboratorio di danza creativa per bambini dai 3 ai 6 anni condotto da Enrica Olivari danzatrice, danzaterapeuta. In contemporanea per i genitori laboratorio di arteterapia a cura di Simona Casteluccia, psicologa e arteterapeuta. ( presso Alimenti.amo)

RELAX CON L’ARTE 11.00-11.45; 15.30-16.15; 17.30-18.15 Laboratorio esperienziale creativo per bambini e genitori insieme ( presso sala Energic.ambinete)

CAVALLO E CAVALIERE a cura di Fondazione Brescia Musei 14.00-15.00; 15.30-16.30; 17.30-18.30 La leggendaria figura dello stravagante cavaliere Don Chisciotte della Mancia, ideato da Cervantes, ha affascinato molti artisti fra cui Mimmo Paladino, il pittore e scultore protagonista della grande mostra attualmente diffusa in spazi urbani e che si conclude nel Museo di Santa Giulia. Nel laboratorio si proverà a interpretare la figura di un cavaliere solitario e a dar vita, con materiale e forme di manipolazione diverse, ad un destriero immaginario. (presso Alimenti.amo)

NIDO D’INFANZIA ARTINIDO ORE 9.30-12.30 | 14.30-18.30  laboratorio sensoriale 0-3 anni

Per grandi e piccini…

LE STORIE DELL’ORSO ORE 16.30 Sotto il grande faggio A cura di Nicola Cassetti di orso Pilota

PERFORMANCE DI ACROBATICA ORE 18.00 Su sostegno con trampoli, a cura di Daniela Visani di Equilibri Avanzati

AREA NURSERY per il cambio
AREA RISTORO – Mondo Liquido

Consulta il sito familycare.bs.it e resta aggiornato con gli aggiornamenti della pagina Facebook Family Care 

Vi aspetto!

Laura

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Il trucco per l’estate

Il trucco per l’estate…

Come nelle migliori magie anche il make-up ha i suoi trucchi, l’importante è che non si vedano, altrimenti la magia non ha effetto. Per chi ha familiarità con colori e pennelli e soprattutto è abituato a truccarsi con regolarità, l’idea di  passare d’improvviso all’assenza di  senza trucco  è  impensabile. Bisogna però fare i conti con il caldo in arrivo e col fatto che con alte temperature un trucco completo può risultare pesante e quasi fastidioso. Finchè l’abbronzatura non è completa come fare?

Per non rinunciare a sentirsi in ordine e belle, basta seguire pochi e semplici consigli per realizzare un make-up adatto alla nuova e calda stagione.

Innanzitutto è fondamentale curare la pelle. Per ottenere un buon trucco, bisogna partire da una buona base che faciliterà il lavoro. E’ importante ogni giorno, mattina e sera, usare detergente, tonico e crema. Sarà importante valutare i prodotti più adatti al proprio tipo di pelle per essere sicuri di curare davvero la pelle.

Si  procede poi stendendo sulle zone interessate un correttore che permetterà di coprire  occhiaie, borse o brufoli. Ricordarsi di sfumarlo molto bene.

Come base si utilizza una polvere di riso, come una cipria in polvere, da stendere su tutto il viso. E’ trasparente e permette di  uniformare l’incarnato oltre a mantenere  l’effetto opaco, dettaglio fondamentale in questa stagione e in generale per ogni bel trucco. Sopra andremo a scaldare il colore con una spolverata di terra: stendere polvere su polvere farà sì che scorrano perfettamente senza fare macchia.

Per illuminare il viso basterà un tocco di  fard sugli zigomi. Non bisogna poi dimenticarsi di fissare tutto il lavoro fatto per garantirsi una buona durata del make-up. Basterà nebulizzare acqua e tonico sul viso, tamponando con un fazzoletto di carta.

A completamento del  trucco bordare l’occhio con una matita, abbondare generosamente con il  mascara e scegliere  un bel rossetto colorato che fa estate.

Ora si è pronte per affrontare la stagione!!

Piccoli dettagli che fanno la differenza, provare per credere

 

Michela Salvadori

consulente di bellezza

335-6269119
miky@follefamily.it

Scopri anche preziosi consigli per mantenere l’abbronzatura 

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Tornare in forma dopo il parto: come affrontare diastasi dei retti addominali

Tornare in forma dopo il parto: come affrontare diastasi dei retti addominali

La diastasi dei retti addominali equivale a una separazione dei retti dell’addome: allontanamento dei rispettivi retti, destro e sinistro, dalla linea mediana del corpo. Pur non essendo esclusivamente femminile, la maggior parte dei casi si verifica in situazioni di post-parto.

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Nello specifico, la separazione è causata dalla spinta esercitata dal feto sulla pancia e si tratta di una condizione fisiologica del tutto normale, per creare lo spazio necessario allo sviluppo del bambino. Nella maggior parte dei casi, dopo il parto la posizione dei retti addominali ritorna alla normalità e lo spazio che si era creato, lentamente si richiude. In alcuni casi però, può capitare che questi fatichino a riavvicinarsi, generando un antiestetico rigonfiamento, che nei casi più gravi può accompagnarsi ad una erniazione viscerale. In tali casi, l’unica soluzione è la chirurgia, un intervento di addominoplastica per la ricostruzione della parete addominale.

Diagnosticare la diastasi dei retti è piuttosto semplice, ed è possibile procedere in autonomia:

  • DIASTASI-RETTI-verificaSistemarsi in posizione supina, con le ginocchia flesse e i piedi a terra, una mano dietro la testa e una sull’addome, poco sopra l’ombelico;

  • Esercitare una pressione con le dita sugli addominali, mantenendoli rilassati;

  • Contrarre gli addominali sollevano capo e spalle da terra, senza portare il collo in flessione, cercando di avvicinare il torace al bacino;

  • Muovere le dita a destra e sinistra alla ricerca delle pareti del muscolo.

Se la distanza fra i retti è superiore a tre dita e non si riduce contraendo l’addome, è consigliabile consultare uno specialista. In questa condizione, evitate di intraprendere una qualsiasi attività sportiva.

Nella maggior parte dei casi, comunque, come già detto in precedenza, l’allontanamento dei retti è solo una questione temporanea. Rimane quindi un unico e frequente dilemma: “Si possono fare gli addominali?”. Certamente, ma con tutte le precauzioni del caso, ovvero andando a lavorare prima sulla muscolatura profonda (come il muscolo traverso e il pavimento pelvico) unitamente alla respirazione. Solo in seguito, dopo aver ripristinato un po’ di tono, si potranno introdurre esercizi per la muscolatura più superficiale. Un allenamento scorretto potrebbe invece provocare l’esatto opposto dell’esito sperato, peggiorando quindi la situazione. Anche la scelta di non intraprendere nessuna attività non è consigliabile perché si andrebbe a causare un’ulteriore ipotonia a livello addominale, con conseguente peggioramento estetico.

Essendo quindi molti gli errori che si possono commettere nell’esecuzione degli esercizi, è sempre meglio affidarsi a uno specialista che vi aiuti a recuperare il benessere psicofisico.

Francesca Musitano

Massoterapista, insegnante di pilates, ginnastica posturale e istruttrice fitness

3491762410

opera presso Spazio La Libellula

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Un’esperienza da vivere!

“ L’ABBRACCIO MUSICALE ……….UN’ESPERIENZA DA VIVERE!!!!”

Per noi, che stiamo vivendo l’adozione, l’esperienza dell’Abbraccio musicale è stata, inizialmente, un’occasione in più per creare un legame forte fra me e Francesco. Quando a ottobre 2013 ho scelto di partecipare, soprattutto per “fare qualcosa insieme”, per svolgere un’attività divertente, Francesco aveva …. mesi e volevamo vivere anche un’esperienza per poter approfondire il nostro legame. Devo dire che questo primo obiettivo è stato pienamente raggiunto.

La metodologia utilizzata, infatti, ha permesso al mio piccolo di “assorbire” la musica e il ritmo attraverso di me, che ho vissuto in prima persona quanto proposto, cercando di trasmetterlo a lui, il quale, essendo di solito in braccio, ha vissuto, per così dire, ….”di musica riflessa”. Vorrei accennare a quella che, per me, è stata la lezione più emozionante e che mi ha davvero toccata nel profondo: il ricordo e la rielaborazione della nascita. Nel nostro caso, nel momento in cui Francesco è venuto alla luce io non c’ero e, tramite l’attività proposta, mi è sembrato di recuperare, seppure per simboli, il suo vissuto nel liquido amniotico, la sofferenza del parto e, infine, la gioia di vedere la luce…è stata un’esperienza commovente.

Già dalle prime lezioni, a tutto questo si è aggiunta anche la risposta di Francesco ai vari stimoli proposti e, mese dopo mese, abbiamo potuto notare diversi miglioramenti: ha iniziato a riconoscere alcune melodie, ha accennato a tenere il tempo su altre, ha imparato a gattonare quando sembrava non volerne sapere, per non parlare della passione sfrenata per il pianoforte… e queste sono solo alcune delle novità che abbiamo potuto osservare sia durante le lezioni, che a casa.

Infine ho avuto modo di riflettere su come Francesco non sia stato l’unico ad imparare: tutto il percorso è stato molto utile anche a me!

La ripetizione di alcune canzoni sentite a lezione, mi ha aiutato a tranquillizzare Francesco in alcuni momenti di nervosismo. Ho avuto modo di apprendere che l’agitazione, inserita in un ritmo, può essere calmata e ho potuto utilizzare con successo questa nuova competenza. Ho capito qualcosa in più rispetto al tema dello sviluppo e a quanto sia importante sfruttare il tempo a favore di Francesco, non lasciandoci sfuggire occasioni importanti per fornire degli input musicali, oltre che linguistici nei suoi primi mesi di vita….prima che le finestre si chiudano.

Grazie per quello che ci è stato offerto in questa fantastica esperienza, che consigliamo a tutti e che non vediamo l’ora di riprendere il prossimo anno. Francesco e la sua mamma

Brescia, 21 giugno 2014

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“UNA MUSICA, DUE CESTE, LE MIE BIMBE, LE MIE PANCE”

Un fermo immagine, due ceste davanti a me, le mie bimbe, le mie pance. Due meraviglie, così diverse, così speciali, così uniche. Fanno abbraccio musicale da sempre. Le guardo e tutto mi scorre davanti, gioie, felicità, soddisfazioni, dolori e preoccupazioni. A sinistra le difficoltà di essere per la prima volta mamma e a destra il ricordo del secondo parto; mi sentivo così sicura, così carica, datemi la mia bimba perchè “ora la mamma la so fare” ….. e invece no, bisogna ricominciare da capo , c’è un cromosoma in più e allora tutto crolla, tutto in discussione, tutto da capo.

Ma poi la gioia prende il sopravvento, le guardo, rifletto, e realizzo che la prima, a detta della maestra d’asilo, così profonda e in pace con se stessa, a soli due anni e mezzo ha accettato che la sua mamma stringa tra le braccia con lo stesso amore un’altra bimba; la seconda, così speciale, così unica, così forte e a detta della neuropsichiatra così ben autoregolata e con un controllo muscolare raramente riscontrato.

E allora realizzo che l’abbraccio musicale così in profondità in me e nelle mie bimbe, da cambiare le nostre vite, darci un equilibrio e non è una questione di crederci o no, è una questione di saper guardare

Brescia, 3 novembre 2015

MAMMA DI MARIAVITTORIA, 2 ANNI E MEZZO

Il percorso di abbraccio musicale ha permesso alla mia bambina di migliorare notevolmente le capacità di coordinazione, di ascolto e di concentrazione. In un contesto estremamente stimolante e non competitivo i bambini si avvicinano alla musica sperimentando direttamente l’utilizzo di strumenti e ascoltando melodie create dall’insegnante. Inoltre la varietà di esercizi proposti permette di mantenere sempre viva l’attenzione durante la lezione. Ho notato un notevole miglioramento nelle capacità di socializzazione sia con i bambini sia con gli adulti presenti e maggiore disponibilità alla condivisione di strumenti e materiali. Trovo che questo percorso abbia permesso una notevole maturazione sia a livello di sensibilità musicale ma soprattutto di capacità di espressione di emozioni e sentimenti.

Brescia, aprile 2016

Scopri di più sull’Abbraccio musicale

Conosci l’insegnante Marina Sbardolini e l’associazione Miredò

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Il sonno del bambino

Cosa dobbiamo conoscere per sapere se nostro figlio ha un problema con la nanna

Sonno e sviluppo

Il sonno è essenziale per lo sviluppo del bambino perché durante il sonno il corpo ed il cervello del piccolo continuano a svilupparsi e si pongono le basi per l’apprendimento. È fondamentale tenere presente che il sonno si trasforma a seconda dell’età. Nella fascia d’età 0-3 anni, il sonno del bambino ha caratteristiche specifiche che lo differenziano da quello dell’adulto, poiché vi sono un maggior numero di fasi che si susseguono e in generale passano più tempo nella fase di sonno leggero che non in quella di sonno tranquillo. Dai quattro anni in poi, il sonno prende le caratteristiche formali di quello dell’adulto.

I primi tre mesi di vita del neonato rappresentano un’esogestazione, cioè una seconda gestazione al di fuori dal grembo materno. Il piccolo si trova per lo più in una condizione di disadattamento rispetto al mondo esterno, abituato per nove mesi a una realtà completamente diversa e molto più protettiva. Per questo motivo è naturale che vi sia in questa fase una stretta dipendenza genitore-bambino, anche per l’addormentamento, poiché il piccolo necessita della massima salvaguardia ( anche stando a stretto contatto con il genitore) per poter sopravvivere. Nel primo trimestre, mediamente un bambino può dormire 15/16 ore, suddivise tra il giorno e la notte. È molto più comune che in questa fase il piccolo si addormenti ed entri subito in una fase di sonno REM, che è un tipo di sonno più agitato rispetto al non- REM. Ecco perché può succedere che si svegli molto più facilmente rispetto a quando è addormentato da più tempo.

Dal quarto al sesto mese di vita, il bambino possiede un sistema nervoso sufficientemente maturo tale da consentirgli di dormire anche otto ore senza mangiare e senza che sia necessario un intervento del genitore (anche se è possibile che ciò ancora non avvenga). È anche possibile che il bambino dorma dieci/undici ore, magari svegliandosi una o due volte per notte. In generale, nel secondo trimestre, la quantità di tempo di sonno diminuisce: in media il bambino dorme 8/10 ore di notte e 4/5 di giorno. Il sonno inizia con una fase di sonno tranquillo (non-REM) e intorno al 6° mese il piccolo passa solo ¼ del tempo nella fase REM.

Nel terzo trimestre solitamente diminuisce la quantità di sonno, soprattutto quello pomeridiano e diminuisce il sonno più agitato.

Durante il primo anno di vita si alternano più volte nell’arco della stessa notte fasi di sonno profondo non- REM a fasi di sonno leggero REM, durante le quali non sono infrequenti i risvegli del nostro bambino.

A cosa serve, vi chiederete, tutto questo sonno REM? Il sonno REM è un tipo di sonno un po’ paradossale perchè si è visto che,in una persona profondamente addormentata, l’attività della corteccia cerebrale è molto vicina a quella della veglia. Aumenta il ritmo della respirazione, il consumo di ossigeno da parte del cervello e il battito del cuore è meno regolare. Questa stimolazione costante del cervello è necessaria al bambino per il suo sviluppo cognitivo ed affettivo.

Sonno, separazione, autonomia e regolazione

Per il nostro bambino imparare a dormire è il risultato di un complesso processo di autonomizzazione dal genitore. Anche per il genitore stesso, insegnare al piccolo a dormire fa parte del difficile compito di separarsi da lui psicologicamente e questo può avvenire solo se anche il genitore fa un passo indietro per permettere al bambino di imparare a dormire da solo.

Al giorno d’oggi sempre più spesso i genitori lavorano tutto il giorno e, quando rientrano la sera, non vedono l’ora di stare con il proprio bambino e sentono davvero difficile lasciarlo anche durante la notte. Ciò però ostacola il processo di auto regolazione del bambino rispetto ai suoi bisogni interni, soprattutto se si considera che i primi tre anni di vita lo sviluppo di pattern regolari si organizza attraverso il sistema di mutua regolazione bambino-caregiver. Non dimentichiamo però che il bambino, per la formazione della sua identità, ha bisogno di sentirsi amato, riconosciuto e valorizzato. Questi tre aspetti fanno riferimento ad un genitore comunque presente e affettivo ma rispettoso dei bisogni del suo bambino. Sperimentare una BUONA DIPENDENZA è la base per lo sviluppo di una SANA AUTONOMIA nel presente e nel futuro.

La regolazione del ciclo sonno/veglia, tuttavia, si basa, oltre che sulla capacità del genitore di sintonizzarsi sui bisogni di autonomia del bambino (in base alla fase del ciclo di vita in cui si trova), anche su altri aspetti come ad esempio il soddisfacimento dei bisogni primari (allattamento, fame, sete, ecc.), il tipo di ambiente dove dorme il bambino (rumore, luce, temperatura, ecc.) e il temperamento del neonato.

 

Quali sono alcune possibili cause dei problemi del sonno nel bambino?

Nella fascia d’età che va dagli o ai tre anni bisogna tenere in considerazione diversi fattori che possono dare origine o influenzare l’addormentamento del bambino: il suo temperamento, la regolazione dei bisogni fisiologici, parto difficile/traumatico oppure un momento specifico che genera ansia nel bambino (es. recente periodo di malattia, ingresso al nido, ecc.), oltre ovviamente a problemi di ordine medico (es. coliche,reflusso,intolleranze, ecc.) e alle fasi evolutive dove il piccolo acquisisce importanti nuove competenze che richiedono molta energia (es. si pensi al gattonamento).

Oltre a ciò, è importante tenere presente i fattori comportamentali e quelli relazionali, anch’essi fondamentali per comprendere le cause delle difficoltà del bambino. Tra i fattori comportamentali che possono ostacolare l’addormentamento possiamo citare, ad esempio, un’eccessiva stanchezza del bambino che gli impedisce di raggiungere uno stato psicofisico abbastanza rilassato per poter avvicinarsi al sonno, oppure un ambiente nanna iper-stimolante (es. troppo rumoroso oppure con luci disturbanti), oppure ancora una modalità di addormentamento non adeguata all’età (es. è più probabile che un bambino di tre mesi si addormenti mentre sta mangiando, mentre un bambino di due anni, più autonomo rispetto al neonato, è possibile preferisca la lettura di una filastrocca associata a qualche coccola). Dormire in un ambiente poco adeguato potrebbe inoltre causare risvegli notturni frequenti, così come l’eccessiva stanchezza potrebbe portare ad avere un sonno agitato, oppure una modalità di addormentamento totalmente dipendente dal genitore (dopo il primo trimestre di vita del bambino).

Tra i fattori relazionali che possono causare difficoltà di addormentamento oppure risvegli notturni problematici possiamo citare l’aver avuto precedenti esperienze “negative” con il sonno (es. pianto prolungato) o l’avere relazioni con il mondo esterno che causano ansia e/o preoccupazione nel bambino. Inoltre, è importante che il piccolo sia riuscito a soddisfare durante la giornata il suo bisogno di attaccamento e vicinanza, anche solamente condividendo con la sua famiglia la cena, il bagnetto o il rituale dell’addormentamento. Il bambino inoltre percepisce eventuali tensioni o conflitti presenti all’interno del nucleo familiare o nella coppia e questo inevitabilmente può influenzare la sua serenità durante il sonno.

Dr.ssa Cavana Maura-Psicologa

Mail: maura.cavana@gmail.com

Telefono: 349 7071804

Riceve a Palazzolo sull’Oglio e Bergamo

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I bisogni

Qual’è il tuo bisogno?

Questo tema mi affascina davvero molto, per esperienza personale quando chiedo ad una persona “Qual è il tuo bisogno?” la risposta stenta ad arrivare, dopo un attimo di riflessione la risposta è: “Non lo so”.

Non conosciamo i nostri bisogni spesso perché non ci fermiamo ad ascoltarci ed anche perché la ns educazione non ci ha abituati a questo. Quando impariamo a riconoscere i nostri bisogni diventiamo anche più empatici e comprensivi nei confronti dell’altro perché siamo in grado di riconoscere anche i suoi.

Che cos’è un bisogno? E quali sono i bisogni dell’essere umano?

Il bisogno è una sensazione sgradevole che deriva dalla mancanza di qualcosa di necessario alla vita. I bisogni nascono dall’ esigenza di alleviare delle “tensioni” di ordine fisico (come la fame, la sete, il sonno, ecc.) e di ordine psichico (come il bisogno di sicurezza, di affermazione, di appartenenza ad un gruppo, ecc.). Uno studio molto semplice e molto efficace è quello di Abraham Maslow, psicologo americano contemporaneo.

Ha studiato per anni le motivazioni dell’essere umano e ha elaborato la teoria conosciuta come “la piramide dei bisogni”. Maslow ha elaborato una classificazione dei bisogni dell’essere umano distinguendoli in 5 categorie (sintetizzandoli)

Quando ci sentiamo in difficoltà per qualcosa o litighiamo/discutiamo con qualcuno spesso dietro chi sta un bisogno nascosto, non soddisfatto, allora fermiamoci un attimo, facciamo un lungo respiro ad occhi chiusi con le mani sul cuore e chiediamoci: “qual è il mio bisogno non soddisfatto?”, ascoltiamo cosa succede al nostro corpo, quali sono i messaggi che ci arrivano.

Pensiamo che i bisogni debbano essere chissà cosa per chiamarsi tali ma sono le cose semplici le più importanti e fondamentali per un buon equilibrio e centratura in noi stessi. “Quando, con il nostro comportamento, non abbiamo soddisfatto un nostro bisogno, è molto più probabile che impariamo qualcosa dalle nostre azioni se riusciamo ad identificare quel bisogno, perché, senza perdere il rispetto per noi stessi possiamo iniziare ad immaginare in quale altro modo avremmo potuto meglio soddisfarlo…” (tratto dal libro “Parlare Pace” di Marshall B. Rosenberg)

E tu conosci i tuoi bisogni?

Debora Forbici- Counselor Olistico opera presso La Ninfea

Scopri le date consultando il calendario di Bresciabimbi o all’articolo “Come stai?”

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L’osteopata a braccetto con il dentista

L’osteopata a braccetto con il dentista

Spesso si sottovaluta l’importanza della bocca, purtroppo. La bocca è una finestra sul mondo, permette di nutrirci,  di comunicare, di esprimerci e di portare fuori quanto abbiamo dentro.

È quindi molto importante la cura, l’igiene e l’attenzione che si pone alla bocca. Magari non ci si pensa, o non lo si sa, ma la bocca è anche un importante veicolo posturale. La nostra bocca  parla  della nostra schiena. Siamo tutti collegati, questo si sente spesso dire e lo si sa, ma la realtà è che è davvero così, e la bocca ne è un immediato promemoria.

Una bocca in salute è una bocca che funziona: mastica, deglutisce, respira, parla.

Talvolta però la bocca non funziona a dovere, non tanto per mancanza di igiene o di attenzione ma per la sua stessa conformazione. Ecco allora nascere l’esigenza di appoggiarsi a dei professionisti che aiutino a portare la bocca e la dentatura nella sua condizione ideale. Il primo istinto è di cercare un buon dentista o ortodonzista. La soluzione è certamente valida, tuttavia la collaborazione  e la valutazione di un buon osteopata può  aiutare e addirittura facilitare il processo di correzione delle dentatura. Non si tratta di una sostituzione bensì di una collaborazione con dentisti e ortodonzisti per correggere le disfunzioni che spesso necessitano di apparecchio.

Prima di applicare un apparecchio è bene liberare le costrizioni e limitazioni al movimento delle ossa craniche per garantire una buona funzionalità e riuscita della correzione ortodontica. Gli apparecchi tendono infatti a limitare il movimento dell’osso mascellare e palatino creando costrizioni meccaniche.

Il lavoro congiunto delle due figure potrà dare equilibrio alla struttura correggendo difetti di occlusione senza sviluppare effetti collaterali: spasmi muscolari, mal di testa,problemi posturali, cattiva risposta alla correzione. Potrebbe infatti verificarsi che il buon funzionamento dell’apparecchio sia ostacolato e/o rallentato dalla conformazione delle ossa.

L’osteopata libera il movimento fisiologico prima che l’ortodonzista inizi il suo lavoro, rendendolo più facile, meno doloroso e lungo.

La collaborazione tra i professionisti facilita la risoluzione del problema non solo all’interno della bocca ma a livello generale, e che la bocca ha solo reso evidente.

Gloria Ambrosi D.O. Osteopata 3396903855

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Trattamento osteopatico torcicollo miogeno nei neonati

Piedini a zonzo

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Postura e apparato podalico

Noi conosciamo il mondo attraverso i piedi.

Da quando vengono a contatto con la terra e iniziano a sostenere il nostro corpo, essi sono importante via di comunicazione tra noi e il mondo che ci circonda. Dai piedi riceve una quantità enorme di informazioni il sistema nervoso centrale che, dopo averle elaborate,le utilizza nella scelta di definizioni posturali.

I bimbi imparano attraverso i piedi.

Il piede diventa così causa o conseguenza (elemento adattativo) dei nostri atteggiamenti posturali.

I piedi piatti, vari, torti, di appoggio misto possono essere quindi o alterazioni morfologiche e talvolta congenite del piede o difetti secondari ad adattamenti sbagliati.

Altre “entrate”possono influire sui piedi dei nostri bambini: occhio, apparato vestibolare, rachide ( colonna vertebrale).

L’osteopata cerca la causa scatenante, attraverso uno studio e una osservazione globale del piccolo paziente, effettuando test specifici osteopatici in grado di riequilibrare un sistema spesso vittima di altre cause.

La manipolazione potrà essere osteo-articolare, viscerale e cranio sacrale.

Gloria Ambrosi D.O.

3396903855

Torcicollo miogeno nei neonati

La nostra esperta, l’osteopata Gloria Ambrosi oggi ci parla di:

 

Torcicollo miogeno nei neonati

Siamo tornati a casa dall’ospedale, abbiamo appena vissuto l’esperienza più bella della nostra vita, il nostro fagottino è sano e ci sorride allegro ma, dopo qualche tempo, ci accorgiamo che dorme solo girato da un lato, che si volta prevalentemente a destra e non a sinistra.

Niente panico! Siamo di fronte al Torcicollo miogeno infantile che colpisce in media un bimbo ogni 300 nati. Le cause sono idiopatiche ( sconosciute), si pensa che possa essere causato già da una cattiva postura del feto ancora in utero, tale da determinare lo schiacciamento dei vasi sanguigni preposti all’irrorazione dello sternosleidooccipitomastoideo (SCOM) , muscolo deputato ai movimenti di rotazione, torsione e inclinazione del capo.

Altra causa è sicuramente il momento di incanalamento del neonato e il successivo parto.

Tutto ciò causa una rigidità al collo,un disagio e un’impotenza funzionale dello stesso, limitando i movimenti del piccolo e l’esplorazione completa del mondo che lo circonda. Talvolta condiziona la vivacità e la reattività del bimbo (pensate alle volte in cui vi siete svegliati con il torcicollo e quanto questo abbia influenzato la vostra giornata!).

Cosa può fare l’osteopata?

Attraverso dolci manipolazioni indolori ripristina l’equilibrio muscolare permettendo la mobilità simmetrica da entrambi i lati.

Più precocemente si interviene più si evitano complicanze secondarie quali cattiva deglutizione, difficoltà di suzione e irritabilitá.

D.O. Gloria Ambrosi

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